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Elezioni, Letta: “Ora il Congresso e io non ci sarò”. Salvini: “Insoddisfatti ma protagonisti”

Parlano i due grandi sconfitti. Il leader Dem annuncia un'opposizione "dura e intransigente". Il capo del Carroccio ritiene il suo partito comunque indispensabile

Le elezioni politiche segnano una pesante battuta d’arresto per il Partito democratico, secondo partito ma con ‘solo’ il 19%, così come per la Lega, al 9%. Enrico Letta annuncia il Congresso per rifondare la forza politica di cui è segretario ma precisa che, di fatto, uscirà di scena. Sul fronte del Centrodestra Salvini rilancia il ruolo leghista e chiama al rinnovamento.

Faremo una opposizione dura e intransigente” dopo le elezioni è il cuore del messaggio di Letta nella conferenza stampa al Nazareno al mattino del 26 settembre. “Gli italiani e le italiane hanno scelto, una scelta chiara e netta, la destra, un Governo di destra” ha detto Letta. “Oggi è un giorno triste per l’Italia e l’Europa“.

Da sin., Enrico Letta e Matteo Salvini

Letta e il Congresso

Questa legislatura sarà la più a destra della storia d’Italia. È un rammarico profondo ma anche uno stimolo a continuare a lottare. Nei prossimi giorni riuniremo gli organi di partito per accelerare il percorso che porterà a un congresso“. Sarà “un congresso di profonda riflessione, sul concetto di un nuovo PD che sia all’altezza di questa fida epocale. Di fronte a una destra che più destra non c’è mai stata. Assicurerò con spirito di servizio la guida del PD fino al congresso a cui non mi presenterò da candidato“, ha detto il segretario del PD. Sull’esito delle elezioni “i numeri dimostrano che l’unico modo per battere la destra era il campo largo, non è stato possibile non per nostra responsabilità“. “Attorno a noi leader di partiti e movimenti hanno lavorato non contro la destra ma contro di noi. Hanno lavorato a sostituirci, non ci sono riusciti.

Giuseppe Conte. Foto Ansa/Giuseppe Lami

Doppio attacco: a Conte e a Calenda

Quello di Azione è stato “fuoco amico” come dimostra “la candidatura di Calenda nel collegio di Emma Bonino, che ha finito per aiutare l’elezione della candidata di destra“. “Oggi il PD, pur con un risultato insoddisfacente, è il secondo partito del Paese e il secondo gruppo parlamentare e la prima forza di opposizione“, ha aggiunto Letta. “Abbiamo lavorato in solitudine a far terminare la legislatura in modo naturale ma Giuseppe Conte ha provocato la caduta del Governo Draghi. Se siamo arrivati al Governo Meloni, che tra poco nascerà, è per via del fatto che Giuseppe Conte ha fatto cadere il Governo Draghi. Quello è stato il punto dal quale poi è partito tutto il resto.

La Lega e le elezioni

Nel campo del Centrodestra Matteo Salvini, in via Bellerio a Milano, ha commentato l’esito delle elezioni. “Sono 100 tondi i parlamentari della Lega al lavoro da domani“, ha detto il segretario della Lega in conferenza stampa aggiungendo che il Carroccio è “il secondo partito del Centrodestra e ce la giochiamo con il PD come secondo” in assoluto. “Conto che per almeno cinque anni si tiri dritto senza cambiamenti con una maggioranza chiara di Centrodestra. Ieri ho messaggiato con Giorgia Meloni a cui faccio ovviamente i complimenti, è stata brava: lavoreremo insieme a lungo“.

Giorgia Meloni. Foto Ansa/Ettore Ferrari

Il dato politico delle elezioni, ha sottolineato Salvini, è che gli italiani hanno “premiato l’opposizione“. “Fratelli d’Italia è stata brava a fare una forte opposizione” e certo aver governato quasi due anni “non è stato semplice“, ma considerando come era la situazione “lo rifarei” ha concluso. “Il dato della Lega non mi soddisfa, non è quello per cui ho lavorato. Ma con il 9% siamo in un Governo di Centrodestra in cui saremo protagonisti“. “Entro la fine dell’anno – ha aggiunto Salvini – faremo i congressi in tutte le 1400 sedi. Poi faremo l’anno prossimo i congressi provinciali e regionali“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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