Photo Credits: Teresa Comberiati
La 79esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica ha accolto Paul Schrader e la sua Master gardener con protagonista Joel Edgerton accanto a una seducente Sigourney Weaver. Ma nella serata del 3 settembre – quarto giorno del Festival – Paul Schrader ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera. Un premio che arriva nell’esatto memento in cui si conclude la trilogia dell”uomo senza qualità’.
Il Leone d’oro alla carriera è la combinazione di tante cose che Paul Schrader ha fatto nel corso della vita professionale arrivando a 76 anni la cui estetica, linguaggio e immaginario del cinema americano li ha fatti propri a partire dagli Anni Sessanta quando, uscito dalla scuola di cinema insieme ad altri ragazzi lo differenziava dalla generazione precedente che proveniva dalla televisione, prima ancora dal teatro e ancora prima dal giornalismo. Schrader e il gruppetto dei suoi amici, avevano studiato cinema e stavano per affondare le radici di una nuova era, e soprattutto una nuova storia dei film.
Photo Credits: Teresa Comberiati
E poco importa allo sceneggiatore americano se la sua pellicola Master gardener non è in concorso al Festival del Cinema di Venezia e di non essere in corsa per il Leone d’oro. D’altronde ne ha ricevuto uno che celebra la sua carriera, la rappresentazione materica di un talento che ha lasciato la sua firma nella storia del cinema americano. “Ne sono onorato e felice” ha più volte ripetuto il regista, la cui sua creatività non ha subito nessun inciampo. Estro che oggi si legge sulla pellicola del suo recente film presentato nella splendida cornice della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
L’incontro con il cinema lo porta – prima di diventare regista e sceneggiatore – critico cinematografico. Gli anni a seguire costruiscono il profilo di Paul Schrader raffinando quel stile che avrebbe poi contraddistinto i suoi film con altri. Riconoscere il taglio, la profondità dei suoi primi film ha avvalorato i suoi studi, il suo occhio – appunto – da critico. Nel ’74 esce Yakuza di Sydney Pollack, nel ’75 Obsession – Complesso di colpa per Brian De Palma, mentre nel ’76 Taxi driver, un film che gli cambia la vita.
Photo Credits: Teresa Comberiati
Quella sceneggiatura così importante e personale legata al suo problema di alcolismo e solitudine, diretta dal suo amico Martin Scorsese, avrebbe invece potuto esser diretta da lui. Paul non si interrogò su questa parentesi che forse avrebbe fatto meglio, come anche peggio. “Meglio lasciare così” sostiene il regista che si ritiene di essere fortunato per quello che è e che ha fatto nel corso della sua lunga carriera.
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