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Covid: quarantena ridotta a 5 giorni, in arrivo i vaccini “aggiornati”

E in caso di positività persistente si potrà 'rompere' l'isolamento al 14° giorno invece che al 21°

Lotta al Covid, cambiano ancora le regole: la quarantena in isolamento a casa scende da 7 a 5 giorni, a certe condizioni. Fra poco riapriranno le scuole ed è già stabilito che non serviranno più le mascherine in aula.

Una nuova circolare del ministero della Salute ridefinisce adesso le norme per quanto riguarda la gestione del Covid a casa. E stabilisce che per gli infettati dal Sars-CoV-2 che sono sempre stati asintomatici, o dapprima mostravano sintomi ma risultano asintomatici da almeno 2 giorni, l’isolamento potrà terminare dopo 5 giorni, anziché gli attuali 7. A condizione che, al termine del periodo d’isolamento, colui che ha contratto il virus effettui un test, antigenico o molecolare, che risulti negativo.

La positività persistente al Covid

Cade anche la regola dei 21 giorni in caso di positività persistente. A oggi infatti se, malgrado buone condizioni di salute, chi è positivo non ritorna negativo, dal termine del 21° giorno di positività può interrompere l’isolamento e tornare a una vita normale. Le nuove regole del ministero della Salute stabiliscono adesso che bastano 14 giorni di positività persistente – e non più 21 – per poter rompere la quarantena. Più precisamente nella circolare si spiega che “si potrà interrompere l’isolamento al termine del 14° giorno dal primo tampone positivoa prescindere dall’effettuazione di un nuovo test.

Le mascherine anti Covid sono diventate, in alcuni casi, un fattore di look. Foto Ansa/Epa Alex Plavevski

Il direttore alla prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, ha varato la circolare “in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza e del parere emesso dal Consiglio Superiore di Sanita’ il 24 agosto scorso“. Il ministero – sempre secondo la circolare – valutata la diffusione a livello globale della nuova variante omicron B.1.1.529 e considerata l’attuale evoluzione del quadro clinico del Covid ha aggiornato le indicazioni sulla gestione dei casi e sulle modalità di isolamento. “Per i contatti stretti di caso di infezione da SARS-CoV-2 sono tuttora vigenti le indicazioni contenute nella Circolare del 30 marzo scorso“.

Il Covid e le elezioni

Ma cosa succederà dopo le elezioni del 25 settembre? Se è vero che oggi disponiamo di molte più armi contro il virus, è anche vero che la pandemia è ancora in atto, tutt’altro che finita. Per questo il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ribadito l’invito a tutte le forze politiche a dire “senza ambiguità” che la campagna vaccinale anti-Covid andrà avanti anche dopo il 26 settembre. Tanto più considerando il prossimo arrivo dei vaccini aggiornati contro la variante Omicron del virus.

Vaccino aggiornato in arrivo

I tempi sarebbero infatti davvero stretti. “Ci aspettiamo che l’Agenzia europea dei medicinali possa dare il via libera ai vaccini adattati e poi seguirà l’Agenzia italiana del farmaco. Contiamo di avere già a metà settembre la disponibilità di vaccini aggiornati“, ha detto il ministro. Speranza ha quindi invitato “i soggetti fragili e gli over 60 ad avere un secondo richiamo“. Negli Usa, intanto, la Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia preposta al controllo dei farmaci, ha concesso proprio l’autorizzazione di emergenza ai booster aggiornati dei vaccini anti-Covid di Pfizer e Moderna. L’Italia si prepara così al rientro a scuola e al lavoro dopo l’estate. Nelle scuole, in particolare, si allentano le misure restrittive: niente più mascherine, distanziamento fra i banchi e neppure didattica a distanza. Nuove ondate Covid permettendo.

Roberto Speranza. Foto Ansa/Cesare Abbate

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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