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Dior l’arte del cappello in mostra al Museo di Granville

L'esposizione sarà visitabile fino al 30 ottobre 2022

Dal 1947, anno di fondazione della Maison a Parigi, Christian Dior ha fatto del cappello un riferimento essenziale nello stile Dior, nell’alta moda francese e nella moda internazionale. Il copricapo è considerato un accessorio imprescindibile della toilette femme. “Lo completa e, in un certo senso, è il modo migliore per esprimere la propria personalità”, assicura ai lettori del suo Little Fashion Dictionary. Oggi al Museo di Granville la mostra di Dior sui cappelli lo celebra.

Fino al 28 ottobre 2022 sarà visitabile l’esposizione realizzata da Stephen Jones, Direttore Artistico e Florence Müller, Curatrice.

Dior mostra cappelli: l’arte del copricapo

Negli anni del dopoguerra, l’esistenza stessa del cappello fu minacciata da un nuovo stile di vita. Molte giovani infatti lo abbandonano, preferendo lasciare i capelli sciolti. Dior, con il suo famoso “New Look”, sogna invece di rivisitare il tempo della Belle Epoque e i magnifici cappelli indossati dalla madre, Madeleine Dior. Il suo temperamento nostalgico lo ispira con una visione di impeccabile eleganza. Accessori e profumo dovrebbero armonizzarsi armoniosamente con il capo. Il cappello è il coronamento del “total look”. La mostra Dior sui cappelli celebra proprio questo accessorio.

L’importanza dell’accessorio per la Maison

L’Atelier Dior, interamente dedicato alla creazione di cappelli, è rimasto per tutti i sette decenni di storia della Maison, anche se questo tipo di attività è scomparsa in molte case di Haute Couture. Oggi è senza dubbio l’ultimo workshop all’interno di una casa di Haute Couture. Questo posto eccezionale del cappello nello stile e nella storia della Maison Dior assume una nuova dimensione con l’arrivo del modista inglese Stephen Jones a capo di questo reparto nel 1996, al fianco di John Galliano, all’epoca neo direttore artistico della griffe.

Da allora, la fama di Stephen Jones si è diffusa in tutto il mondo con i suoi cappelli unici, molti dei quali sono stati disegnati per Lady Diana, Mick Jagger, Meghan, Rihanna, Celine Dion. Accanto ai direttori artistici succeduti a John Galliano, Raf Simons, poi oggi Maria Grazia Chiuri, Stephen Jones ha continuato ad incantare il mondo della moda con la sua creatività senza limiti.

200 cappelli e 30 abiti haute couture Dior

ll Christian Dior Museum di Granville dedica gran parte delle opere della stagione 2022 interamente alla forza creativa e alla dimensione prettamente artistica del cappello, firmato Dior. Questa mostra è una prima mondiale. Un eccezionale set di quasi duecento cappelli interagisce con una trentina di abiti Haute Couture Dior in “total look”, oltre a una cinquantina di fotografie di moda e pubblicità di bellezza e trucco che celebrano l’arte del cappello.

Queste opere illustrano più di 70 anni di storia, dal 1947 al 2020, da Christian Dior a Stephen Jones. Evocano gli esordi del fondatore come stilista di cappelli negli anni Anni Trenta. Diventato stilista di moda, affida il suo laboratorio di Haute Mode a Mitzah Bricard, icona assoluta de “La Parisienne”. Con esso chiede sobrietà al cappello. La mostra mostra poi come i successori di Christian Dior porteranno le loro personali riletture dei temi cari al fondatore, come i giardini, lo chic maschile-femminile, l’esotismo, la teatralità o anche il gusto della festa.

I ritratti delle lady

Infine, l’ultima parte della mostra Dior dei cappelli è dedicata ai 25 anni di creazioni di Stephen Jones come direttore creativo di Dior hats, in particolare al prestito di numerosi documenti dai suoi archivi personali. Una sessantina di schizzi di cappelli e documenti di ricerca originali, una cinquantina di ritagli di riviste di moda, una trentina di strumenti del Dior Haute Mode workshop di Stephen Jones, oltre a un filmato che mostra lo stilista al lavoro, fa comprendere l’importanza del cappello in Dior.

Molti prestiti alimentano anche il tema della mostra. Una selezione di ritratti di donne con cappello, provenienti dalle collezioni dei musei della Normandia, illustra l’influenza della moda del XIX e dell’inizio del XX secolo e il gusto di Dior per la storia dell’arte. Tra questi il preferito di Stephen Jones che apparteneva al Museo Christian Dior di Granville, quello delle Maison Dior Couture e Parfums Christian Dior, del Musée de la Mode – Palais Galliera di Parigi, che era anche di proprietà privata di Hamish Bowles, grande giornalista di Vogue US. Altri pezzi eccezionali completano questa serie di prestiti come il cappello e l’abito di lana grigi indossati da Carla Bruni-Sarkozy durante il suo viaggio a Londra con il presidente francese nel marzo 2008, che ha innescato una vera e propria “Carlamania”.

Tra le ultime collezioni di Maria Grazia Chiuri per Dior ci sono modelli ispirati al cappello da giardino di Monsieur Dior. Stephen Jones voleva anche ricreare tre dei cappelli disegnati da Christian Dior negli Anni Trenta. Creazioni esclusive per la mostra, questi cappelli esprimono quanto il fondatore della maison Dior e il modista inglese condividano la stessa visione creativa.

Elena Parmegiani

Moda & Style

Giornalista di moda e costume, organizzatrice di eventi e presentatrice. Consegue la Laurea Magistrale in Comunicazione Istituzionale e d’Impresa all’Università “La Sapienza” di Roma. Muove i primi passi lavorativi con gli eventi per il Ferrari Club Italia, associazione di possessori di vetture Ferrari. Da oltre quindici anni è il Direttore Eventi della Coffee House del prestigioso museo Palazzo Colonna a Roma; a cui di recente si è aggiunto quello di Direttore Eventi della Galleria del Cardinale Colonna. Ha organizzato e condotto molte sfilate di moda per i più importanti stilisti italiani. Come consulente è specializzata nella realizzazione sia di eventi aziendali, sia privati. Scrive di moda, bon ton (con una sua rubrica), arte e spettacolo. Esperta conoscitrice dei grandi nomi della moda italiana, delle nuove tendenze del Fashion e del Made in Italy. Cura anche la rubrica di Velvet dedicata al Wedding.

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