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New York, due italiani trovati morti in hotel. Erano negli Usa per lavoro

Provenienti da Rovigo erano soci in affari. Mistero sulla causa dei decessi. Nei mesi scorsi due connazionali erano stati uccisi nella metropoli americana

Due cittadini italiani di 39 e 48 anni, originari di Rovigo, sono stati trovati morti in un albergo a New York.

A comunicare la notizia ai carabinieri di Rovigo è stato il Consolato italiano della città americana. I due connazionali si chiamano Luca Nogaris (39 anni) e Alessio Picelli (48 anni). Erano soci in affari e si trovavano negli Stati Uniti per motivi di lavoro. Al momento restano da chiarire le cause del decesso. La scoperta dei due corpi sarebbe avvenuta mercoledì mattina, 10 agosto, ma la notizia sarebbe arrivata in Italia solo oggi. Il più giovane, Luca Nogaris era un artigiano, mentre Alessio Picelli, 48 anni, era un arredatore d’interni. La polizia newyorkese non seguirebbe come pista principale quella di una morte violenta.

A New York hanno perso la vita in tempi recenti altri due cittadini italiani, più giovani dei due connazionali veneti Nogaris e Picelli. In quei casi si era trattato di morti violente. Lo scorso febbraio il giovanissimo Claudio Mandia, di Battipaglia (Salerno) era stato trovato senza vita alla vigilia del suo 18° compleanno. Si trovava all’interno del campus-liceo della EF Academy di Tarrytown, a meno di un’ora da New York. Un istituto scolastico che frequentava da studente. In un comunicato dell’avvocato statunitense dei Mandia, si menzionava il suicidio come causa della morte di Claudio.

New York, la morte di Mandia

Secondo il legale, però, il giovane si sarebbe ucciso a seguito di una punizione crudele che avrebbe subito nel college per aver copiato un compito propedeutico al conseguimento del diploma finale. Secondo indiscrezioni dei media, Claudio Mandia avrebbe subito tre giorni di isolamento in una stanza: una sorta di carcerazione. Il giovane è morto nella notte tra giovedì 17 e venerdì 18 febbraio. I genitori erano giunti a New York sabato 19, per il suo 18° compleanno e, al loro arrivo, avevano appreso della tragedia.

I funerali di Claudio Mandia a Battipaglia, il 26 febbraio 2022. Foto Ansa/Massimo Pica

Giri, ucciso al parco

Precedentemente, il 2 dicembre 2021, sempre a New York, Davide Giri, 30 anni, dottorando italiano della Columbia University, era stato ucciso ad Harlem. Non lontano dal campus universitario. Il giovane, di Alba, in Piemonte, stava facendo jogging a Morningside Park. L’aggressione mortale era avvenuta attorno alle 23. Il ricercatore era deceduto al Mount Sinai Morningside Hospital dove i sanitari lo avevano trasportato d’urgenza a seguito di un accoltellamento all’addome. Pochi minuti dopo, la polizia era intervenuta per un altro accoltellamento, poco distante dal luogo dell’aggressione a Giri. Vittima, in questo caso, un giovane di 27 anni, che secondo i media locali sarebbe un turista italiano, al suo primo giorno nella metropoli.

La polizia ha poi arrestato un ragazzo sui 25 anni – il presunto aggressore di Giri e del secondo italiano – che si trovava in Central Park. Poco prima aveva minacciato una persona. L’assalitore sarebbe membro di una gang criminale. Dal 2012 è stato arrestato almeno 11 volte per rapine e altri reati, riportava il New York Post. Due isolati a nord di dove è stato ucciso lo studente italiano, una studentessa di 18 anni, Tessa Majors, aveva perso la vita durante una rapina a colpi di coltello, nel dicembre 2019.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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