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Vaiolo delle scimmie, l’Oms: “Emergenza sanitaria globale”

L'allarme del direttore Tedros. In Italia 407 casi accertati, ma nel nostro Paese "non ci sono motivi di allarme"

Il vaiolo delle scimmie è un’emergenza sanitaria globale. Lo ha affermato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus. Si tratta del più alto livello di allerta dell’Oms.

Ghebreyesus si è espresso in una conferenza stampa oggi 23 luglio. L’obiettivo dell’allerta che l’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato è quello di cercare di contenere l’epidemia di vaiolo delle scimmie. Una patologia che rischia di andarsi a sommare con la perdurante pandemia di Covid. E che finora ha colpito quasi 17mila persone in 74 paesi del mondo su 193.

Foto Ansa/Epa Idrees Mohammed

Ho deciso di dichiarare un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale“, ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus. Il direttore dell’Oms ha precisato che il rischio di vaiolo delle scimmie nel mondo è relativamente moderato. Ma non in Europa, dove sarebbe invece alto. Tedros ha spiegato che il suo comitato di esperti non è riuscito a raggiungere un consenso, rimanendo diviso sulla necessità di attivare il massimo livello di allerta. Alla fine, è spettato al direttore generale decidere.

Vaiolo, occorre agire

“È un invito all’azione, ma non è il primo“, ha affermato Mike Ryan, responsabile delle emergenze dell’Oms, che ha affermato di sperare che possa portare a un’azione collettiva contro le malattie. Da inizio maggio, quando si è cominciato stata rilevata al di fuori dei paesi africani dove è endemica, la malattia ha colpito più di 16.836 persone in 74 Paesi, secondo il Centro americano per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) il 22 luglio.

I casi in Italia

Nel nostro Paese il Ministero della Salute, con apposita ordinanza, ha già predisposto, insieme alle Regioni e Province Autonome, le modalità di segnalazione dei singoli casi. In Italia si sono registrati 407 casi quest’anno, con tendenza alla stabilizzazione. “La situazione è sotto costante monitoraggio ma non si ritiene debba destare particolari allarmismi“. Lo dichiara il direttore generale della prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza. Da parte sua il comitato dei medicinali per uso umano dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha raccomandato di estendere l’indicazione del vaccino contro il vaiolo Imvanex anche per includere l’uso per la protezione degli adulti dal vaiolo delle scimmie. Non esiste, al momento, uno specifico vaccino.

Foto Ansa/Epa Idrees Mohammed

I sintomi

A fornire un quadro dei sintomi del vaiolo è l’Ufficio federale della sanità pubblica svizzera. L’ente elvetico rileva: eruzione cutanea acuta o singole lesioni (vescicole, poi pustole e infine croste). Linfonodi ingrossati; infiammazioni nella zona genitale o anale. Febbre più alta di 38,5, brividi. Ma anche mal di testa, mal di schiena, dolori muscolari, spossatezza.

Il contagio

Il contagio umano del cosiddetto vaiolo delle scimmie – che in realtà non deriva dalle scimmie, pur provenendo, in origine, dalle zone tropicali e pluviali – avviene attraverso i contatti della pelle e le droplet. Ovvero la famigerate goccioline che portano anche il Coronavirus. La principale modalità di trasmissione del vaiolo sembra essere, in particolare, il contatto con le lesioni sulla pelle. Medici e ricercatori hanno individuato il virus anche nella saliva e nel liquido seminale. Nonostante questo la definizione del vaiolo delle scimmie come malattia a trasmissione sessuale resta controversa. Alcuni paesi, in primis Gran Bretagna e Stati Uniti, hanno cominciato a offrire la vaccinazione alle persone a rischio, ovvero a coloro che hanno rapporti sessuali promiscui. Ma anche a operatori sanitari che curano i pazienti contagiati.

Foto Ansa/Epa Yonhap South Korea

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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