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Speciale Palio 2022, Dalla corsa alla cabala, passando per le scommesse

Tutto quello che c'è da sapere sulla carriera di luglio: contrade che corrono, fantini, drappellone in vista di domani

Il Palio di Siena spesso viene descritto come una semplice competizione a cavallo in cui si confrontano 10 delle 17 Contrade esistenti al momento in città. Una giostra equestre di origine medievale come ce ne sono tante? Niente di più lontano da quello che dal Seicento – più o meno nella forma in cui la vediamo oggi – accade nella città toscana. Il 2 luglio e il 16 agosto di ogni anno, guerra, pandemia, pestilenze o eventi straordinari.

Già perché il Covid ha tolto a Siena il suo palio per ben 4 carriere. Le regole per il contrasto alla pandemia ne ha impedito la complessa e straordinaria organizzazione, che vive delle sue antichissime consuetudini. L’ultima corsa disputata, definita appunto come detto “carriera“, risale al 16 agosto del 2019. Ha trionfato la Selva e il barbero (cavallo, n.d.r.) Remorex con Giovanni Azteni, detto Tittia, scosso. Oggi alla vigilia del Palio della ripresa, quello di domani 2 luglio, dedicato alla Madonna di Provenzano, esploriamo le curiosità sulla Festa.

Di rebel1965 @Pixabay

La prima, come spiega Sienanews risale al 1633 quando per tre anni il palio alla lunga di agosto era stato sospeso, e al suo posto, arrivarono i tre giri di Piazza del Campo. In quegli anni si era sviluppato un nuovo culto assai sentito dal popolo: quello della Madonna di Provenzano, una statua di terracotta a cui un soldato spagnolo aveva sparato. L’edificio a lei dedicato fu consacrato nel 1611; ed è lì che il popolo vittorioso nel Palio di domani – come accade regolarmente dal 1656 – porterà in giubilo cencio, cavallo e fantino, per ‘renderle grazie’.

Palio, curiosità, contrade, cabale: la sorte a Siena

Dalla corsa delle origini tra nobili e i notabili sui loro cavalli in corsa per il pallium, una lunga pezza di stoffa preziosa, chiamato cencio dai senesi, si passò alla partecipazione delle contrade al palio. Da secoli queste conservano i propri organismi rappresentativi, eletti in forma autonoma e indipendente. Oggi sono 17 (anche se in passato sono state anche 23 considerando le “contrade soppresse” – Gallo, Leone, Orso, Quercia, Spadaforte e Vipera – ricomprese in quelle esistenti al momento) e insistono nei tre terzi in cui è diviso il centro storico di Siena all’interno delle mura medievali: San Martino, Città, Camollia.

Ma il palio si corre in 10 e per ogni edizione corrono di diritto le 7 a piedi l’anno precedente, più 3 scelte a sorte tra le altre. Nel caso del palio di domani abbiamo raccontato in questo articolo chi vi prenderà parte, quale barbero le è toccato in sorte – ancora lei inesorabile! – e il fantino scelto dalla dirigenza.

Di Luciano B @Pixabay

Innegabilmente connesso al lotto – che risale al 1896 – anche Siena ha dato i numeri di identificazione delle contrade, semmai vi venissero in sogno, che vi riportiamo in rigoroso ordine alfabetico: Aquila 60, Bruco 45, Chiocciola 8, Civetta 28, Drago 50, Giraffa 19, Istrice 5, Leocorno 22, Lupa 72, Nicchio 51, Oca 9, Onda 16, Pantera 68, Selva 76, Tartuca 13, Torre 3, Valdimontone 90. Questi numeri dovrebbero corrispondere all’animale o al simbolo di ogni singola contrada.

I colori delle contrade: si mostra solo chi corre

Anche i colori poi rivestono un’importanza identitaria, perché il fantino e il cavallo correranno con addosso rispettivamente il giubbetto e la spennacchiera con i colori della propria Contrada; come ogni contradaiolo che corre, che ha diritto ad indossare il fazzoletto con i propri colori e non di rado un outfit che li rispetti insindacabilmente. E Siena così si riempie di macchie umane di colori.

Cosa si vince al Palio? Un semplice “cencio” … o “drappellone”

Nella settimana precedente al Palio, nell’entrone di Palazzo Pubblico si presenta il drappellone , che i senesi come detto chiamano anche cencio: unica posta in palio per la contrada vittoria, se si esclude la gloria di una estate e sfottò assai più duraturi. Il dipinto che deve seguire regole precise viene commissionato dal Comune di Siena dopo un breafing all’artista che spesso viene invitato l’anno prima per capire e sentire la Festa dei senesi.
Un semplice, ma bramatissimo, dipinto originale su stoffa dalle dimensioni rettangolari – amato anche quando non piace alla prima visione! – perché? L’importante è appenderlo, come si dice in gergo nel museo della contrada vincitrice.

 

Retto da un’asta bianca e nera e accompagnato da un piatto d’argento con due pennacchi bianchi e neri che scendono di lato. Il piatto verrà riconsegnato sempre al Comune prima dell’anno successivo alla vittoria, dopo aver inciso il nome e la data della vittoria nella parte posteriore. Su ogni palio troverete gli stemmi del Comune, quelli delle contrade che corrono, il simbolo sacro di riferimento (a luglio la Madonna di Provenzano, ad agosto quella dell’Assunta), e se esiste, una dedica speciale legata all’edizione. Molta della predizione magica del trionfatore è legata ai colori e all’iconografia che ogni artista sceglie. Quest’anno è stato dipinto da Emma Sergeant, e reca inconfondibili i colori della Civetta.

Scommesse: i fantini più vittoriosi in assoluto

Giunti fino qui non abbiamo detto la cosa più semplice. Come si vince? Il Palio viene vinto dal cavallo che, con o senza fantino (in questo caso si parla di vittoria scossa, n.d.r.), compie tre giri della piazza in senso orario, raggiungendo di nuovo la zona della partenza chiamata mossa. una linea d’arrivo presente nella stessa zona della partenza. In caso di arrivo di cavallo senza fantino, si parla di cavallo “scosso”.

Sono solo due i fantini che detengono il maggior numero di vittorie al Palio di Siena – 15 – e bisogna risalire a Francesco Santini, Gobbo Saragiolo – in nove contrade differenti tra il 1759 e il 1779 – e Mattia Mancini, Bastiancino, fra il 1823 e il 1853. Con 14 vittorie, seguono Pavolo Roncucci Pavolino, Niccolò Chiarini Caino e la leggenda vivente di Andrea Degortes soprannominato Aceto, concorrente anche di reality show. A 13 è fermo l’unico fantino ancora ufficialmente in attività, ma squalificato in questo Palio, Luigi Bruschelli detto Trecciolino.

… e quelli in piazza per il palio di luglio 2022

Di quelli che ogni probabilità saranno in campo domani – l’ufficialità arriverà solo con la segnatura dei fantini in Comune, introno alle 10 del mattino – sono in cinque ad aver già trionfato. Giovanni Atzeni, il Tittia, con ben 7 vittorie è il veterano di Piazza e difenderà i colori del Drago, con l’ultimo palio conquistato l’ultimo agosto in cui si è corso. Scompiglio, al secolo Jonatan Bartoletti vanta 5 sigilli e correrà per la Torre, mentre l’ultimo palio vinto è quello con la Giraffa nel luglio 2017. Si scende a 3 con uno dei tre figli d’arte (un altro è Enrico Bruschelli nella Lupa, n.d.r.) Giusepe Zedde detto Gingillo, che corre nella Chiocciola ed è stato vittorioso l’ultima volta nella Lupa nell’agosto del 2018.

Infine una carriera soltanto la vanta sia Brigante e Tempesta. Il primo che corre nell’Istrice non vince dal 16 agosto del 2017 con i colori dell’Onda; il secondo è l’ultimo dei figli d’arte, Andrea Coghe, vittorioso nello straordinario del 2018 con i colori della Tartuca.

Sono diverse le opzioni di puntata, e cambiano anche da un bookmaker all’altro, ma le contrade favorite appaiono Istrice, Chiocciola e Torre. Seguite dalla Pantera, secondo gli addetti ai lavori e i molti cavallari che sono in città. In ogni caso è importante attendere le sorti del cavallo della Civetta. “Abbiamo deciso di esentare questa mattina il cavallo della Civetta, che non sembra avere nessun problema, ma abbiamo deciso di dargli un momento di riposo, per scrupolo. Perché Siena ama gli animali.” – ha dichiarato il sindaco di Siena Luigi De Mossi, prima della prova di questa mattina quando la contrada del Castellare non era al canape. L’ultima parola spetterà alla commissione veterinaria che tornerà nella stalla della contrada di Cecco Angiolieri nella giornata di oggi.

Angela Oliva

Direttore Responsabile
Pugliese di nascita, muove le sue prime esperienze giornalistiche tra Palio, Sport e Cronaca bianca a Siena durante il periodo universitario divenendo pubblicista subito dopo la laurea con lode in Scienze della Comunicazione. Con il trasferimento a Roma inizia il praticantato che la porterà a diventare professionista nel 2008. Si è occupata di gambling, dipendenze, politica estera (ha una seconda laurea sempre con lode in Scienze internazionali e diplomatiche), ippica, economia. Ha collaborato con giornali, TV (Telenorba), l'agenzia di stampa nazionale Il Velino-AGVNews e con diverse realtà specializzate. Diverse le esperienze in agenzie come account ed advisor del settore bancario, di associazioni di categoria, di comunicazione pubblica, turismo, trasporti, cybersecurity, compliance & risk management, telecomunicazioni, 5G e di gaming.
In parallelo si è occupata di Comunicazione strategica e Marketing come manager in azienda - trasferendosi a Rimini - assumendo spesso anche la responsabilità delle Relazioni esterne. Ha approfondito, con due diversi master, anche i temi della Corporate Social Responsibilty e della Sostenibilità.

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