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3 milioni in contanti nei borsoni: il principe Carlo si difende dalle accuse

Un ex segretario ha confessato giorni fa di aver aiutato a contare le pile di banconote provenienti dallo sceicco del Qatar

Soldi a palate che arrivavano nella residenza del principe Carlo in buste della spesa e borsoni. Segretari che contavano le pile di banconote per versarle poi nel conto dell’ente benefico. Gli ingredienti per uno scandalo di grosse dimensioni ci sono tutti. Ma il futuro sovrano del Regno Unito ha voluto prontamente rispondere alle accuse difendendosi.

Carlo d’Inghilterra ha deciso di rompere con la regola d’oro della regina Elisabetta mai spiegare’ intervenendo sulle accuse rilasciate contro di lui questo fine settimana. Secondo quello che hanno riportato i tabloid, infatti, l’erede al trono avrebbe accettato valigie piene di denaro da parte dello sceicco Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, ex Primo Ministro del Qatar.

Ansa

Ad insospettire è proprio il fatto che questi soldi, teoricamente destinati all’ente di beneficenza, non sono stati versati in modo tracciabile sul conto, ma sono stati consegnati in contanti. Il primogenito della Regina, però, ha voluto subito chiarire che ha “consegnato immediatamente” i soldi a uno dei suoi “enti di beneficenza, che sono gestiti correttamente e seguono tutti i passaggi corretti”.

La difesa del principe Carlo: tutto regolare?

Secondo quanto riporta il Sunday Times, lo sceicco in una delle tre volte in cui ha consegnato i soldi a Clarence House, li ha portati suddivisi in borse provenienti dal negozio di alimentari londinese Fortnum & Mason. L’ex primo ministro del Qatar, stando ai dettagli, avrebbe consegnato circa 1 milione di euro per ogni visita.

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Il primogenito della regina Elisabetta avrebbe preso direttamente nelle proprie mani la somma. Sebbene l’opinione pubblica inglese non sembri essere molto scossa da queste accuse, il principe di Galles ha voluto difendersi affermando che non ha intascato nulla personalmente e che tutti i soldi rappresentano delle donazioni usate per scopi benefici. Al Thani, che è stato Primo Ministro del Qatar dal 2007 al 2013 e Ministro degli Affari Esteri dal 1992 al 2013, è riuscito, però, persino ad ottenere degli incontri con il principe nella sua residenza privata di Clarence House.

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La fonte ha spiegato che, dopo aver ricevuto la donazione, due consiglieri “hanno contato i soldi a mano“. Si trattava di banconote da 5oo euro. Poi gli aiutanti del principe Carlo hanno consegnato le somme alla banca che si occupa di amministrare i beni della monarchia, la Coutts. La stessa banca ha affermato: “Abbiamo verificato questo fatto dal passato e i nostri revisori lo hanno approvato“. Una portavoce ha anche aggiunto di attuare sempre “politiche e controlli solidi per valutare l’origine, la natura e lo scopo delle grandi transazioni“.

Roberta Gerboni

Beauty & Royal affairs

Siciliana, vive a Roma. Appassionata di scrittura e giornalismo fin da giovane, inizia il proprio percorso in redazione a 17 anni, occupandosi di cultura e attualità. Per tre anni redattore del Corriere di Gela, si è dedicata alla redazione di articoli per varie testate online.
Laurea Magistrale con Lode in Lettere Classiche all' Università degli Studi di Siena, dopo aver conseguito la laurea triennale in Lettere a Catania.
Appassionata di salute, bellezza e delle vite dei reali di tutto il mondo.

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