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Nigeria, massacrati alla messa di Pentecoste

Almeno 50 persone sono state uccise in chiesa da un commando

Decine di fedeli, fra cui molte donne e bambini, sono morti massacrati in una chiesa cattolica di Owo, in Nigeria, mentre assistevano alla messa di Pentecoste il 5 giugno. Un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nell’edificio sparando e uccidendo. Il cordoglio e la preghiera e Papa, che a luglio sarà in Africa.

Orrore a Owo, città dello Stato di Ondo nel Sud-Ovest della Nigeria, il paese più popoloso del continente africano. Domenica 5 giugno alcuni uomini armati hanno aperto il fuoco nella chiesa cattolica di San Francesco Saverio, uccidendo almeno 50 persone, tra cui donne e diversi bambini. Alcuni testimoni hanno raccontato alla Bbc che il commando avrebbe fatto uso di esplosivi. Inizialmente si pensava anche al rapimento di un sacerdote e di alcuni fedeli che partecipavano alla messa, poi però la diocesi di Ondo ha smentito la notizia. Tutti i preti sono al sicuro, nessuno è scomparso. L’attacco è avvenuto in un territorio conosciuto come una delle aree più pacifiche della Nigeria, malgrado la massiccia presenza di milizie legate all’estremismo islamista.

Nigeria strage chiesa
Foto Ansa/Facebook Build Up Nigeria

Nessuno al momento ha rivendicato la responsabilità della strage. In Nigeria gli scontri etnici e religiosi sono violenti, soprattutto in alcune zone del paese, ma è la prima volta che una strage avviene in una chiesa del Sud. Gli investigatori sospettano i gruppi jihadisti attivi nel Nord della Nigeria, a cominciare dal famigerato Boko Haram. Tuttavia sui social media numerosi utenti nigeriani puntano il dito sui miliziani Fulani. Questi ultimi fanno parte di un’etnia nomade dell’Africa occidentale, dedita alla pastorizia e al commercio, spesso in sanguinosa lotta con le popolazioni locali per il controllo dei territori. Soprattutto con i cristiani.

Nigeria, i sequestri dei religiosi

Il governatore dello Stato di Ondo si è recato alla chiesa di San Francesco Saverio, sul luogo della strage, e ha parlato di “attacco vile e satanico“. È intervenuto anche il presidente della Repubblica federale, Muhammadu Buhari, che ha affermato: “Questo Paese non cederà mai al male“. La comunità cristiana della Nigeria è da anni nel mirino di stragi, violenze e rapimenti. Appena una settimana fa è avvenuto il rapimento del capo di una chiesa protestante metodista insieme ad altri due religiosi nel Sud Est del paese. Per rilasciarli i sequestratori hanno chiesto un riscatto di circa 220mila euro. Una somma grande in Italia, ancor più in Nigeria: soldi che spesso servono a finanziare il terrorismo jihadista. Ma non basta perché due settimane fa una banda ha prelevato con la forza due sacerdoti cattolici a Katsina, Stato natale del presidente Buhari. I preti sono ancora in ostaggio.

Nigeria presidente
Il presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari. Foto Ansa/Epa Daniel Irungu

La preghiera di Francesco

Al dolore generale, “mentre si chiariscono i dettagli dell’accaduto“, si è unito anche il Papa, come ha informato la Sala Stampa della Santa Sede. “Papa Francesco prega per le vittime e per il paese, dolorosamente colpiti in un momento di festa. E affida entrambi al Signore, perché invii il Suo Spirito a consolarli“, ha riferisce il portavoce Matteo Bruni. La preghiera di Francesco assume un significato particolare anche in relazione al previsto viaggio del pontefice in Africa agli inizi di luglio. Il Papa visiterà la Repubblica Democratica del Congo dal 2 al 5 luglio prossimi, recandosi nella capitale Kinshasa e a Goma. Ma sarà anche in Sud Sudan dal 5 al 7 luglio, recandosi nella capitale Giuba.

Nigeria Papa Francesco
Papa Francesco. Foto Ansa

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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