MondoNewsPrimo piano

L’Ucraina, la Russia e il fattore tempo. Dall’Ovest un fiume di armi a Kiev

Si avvicina il 9 maggio, in cui Mosca celebra la vittoria sul nazismo. Ma non ha "denazificato" e "smilitarizzato" Kiev, sempre più armata da Usa, Ue e NATO

Il tempo corre e la Russia vuole vincere a tutti i costi la guerra in Ucraina. Ma il passare dei giorni gioca a sfavore di Vladimir Putin e dei suoi generali, non pochi dei quali sono già morti sul campo di battaglia.

Il conflitto che per Mosca avrebbe dovuto concludersi nell’arco di poco tempo col rovesciamento del Governo di Kiev del presidente Zelensky è ormai al suo terzo mese di combattimenti, bombardamenti, occupazioni e rovesciamenti di fronte ininterrotti. Gli Stati Uniti, la NATO e l’Unione europea sono passati dallo scetticismo sulla resistenza degli ucraini alla convinzione che l’impressionante orgoglio nazionale di Kiev possa prevalere nello scontro se supportato senza risparmio di risorse. E ora accrescono le forniture di armi senza sosta.

Armi Ucraina Italia
Armi all’Ucraina, arriveranno anche dall’Italia

Armi all’Ucraina per miliardi

L’America si appresta a varare lo stanziamento di altri 33 miliardi di dollari di aiuti, 20 miliardi dei quali in armi. Se così sarà gli Usa avranno stanziato finora circa 40 miliardi di dollari in armi per Kiev, dal giorno dell’invasione russa, lo scorso 24 febbraio. La NATO è pronta per una maxi esercitazione nei paesi dell’Europa orientale, dalla Finlandia – che assieme alla Svezia vuole entrare nella NATO – alla Macedonia, con 8mila soldati inglesi schierati, cosa questa, che non accadeva da tempo. La guerra dunque, sembra prolungarsi all’infinito. Col serio pericolo che si allarghi oltre i confini di Ucraina e Russia. Del resto il segretario dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, è stato esplicito. “La NATO è pronta a sostenere l’Ucraina per anni nella guerra contro la Russia” ha affermato il 28 aprile. “C’è assolutamente la possibilità che questa guerra si trascini e duri per mesi e anni“.

La Russia e la ‘deadline’ del 9 maggio

All’orizzonte c’è la data del 9 maggio, giorno in cui i russi celebrano la vittoria dell’Unione sovietica sulla Germania nazista nella seconda guerra mondiale. Una giornata in cui il Cremlino vorrebbe celebrare la “denazificazione” e la “smilitarizzazione” se non dell’Ucraina intera – obiettivo dichiarato e, a ora, completamente sfumato – quantomeno la “liberazione” del Donbass. Le truppe del secondo esercito più potente del mondo avanzano, ma più lentamente di quanto sperassero: da quasi due mesi sono nel pantano.

Ucraina Santi Palacios
Ucraina 2022, foto Santi Palacios. Foto Twitter @SantiPalacios

Azovstal, 600 feriti da evacuare

I russi ora premono a est, nella regione della già martoriata Kharkiv. Al Sud Mariupol è sotto il controllo russo ma non totalmente. Continua la resistenza ucraina nell’acciaieria Azovstal sotto i bombardamenti. Continua anche il tentativo di evacuazione dei civili, assiepati a centinaia assieme a circa 2mila soldati, nei bunker e nei tunnel dell’acciaieria. Vi sarebbero 600 feriti da evacuare con urgenza. E di questo argomento hanno parlato Zelensky e il segretario dell’ONU, Guterres, nel corso della visita a Kiev del numero uno delle Nazioni Unite, il 28 aprile.

Ucraina e Russia, trattative ferme

Sul fronte diplomatico I negoziati con l’Ucraina sono in stallo. Il presidente ucraino Volodymir Zelensky si dice ancora disposto al dialogo con Mosca, e anche a incontrare Putin, nonostante le atrocità” compiute dai russi. Un dialogo del cui stallo il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov incolpa la NATO, accusata di evocare spettri di guerra nucleare. Che il Cremlino invece – dice Lavrov – esclude. “Al momento le delegazioni russa e ucraina stanno discutendo in videoconferenza una bozza di un possibile trattato” ha detto il ministro russo.

Ucraina Bucha Alex Kent
Un volontario affranto dopo aver raccolto cadaveri a Bucha, Ucraina. Foto Twitter @AlexKentTN

Dagli Usa è invece la Cnn a sollevare un altro caso. Sarebbero almeno 6 gli uomini d’affari russi morti per apparente suicidio – ma in realtà in circostanze oscure – negli ultimi tre mesi. Alcuni dei quali con le loro famiglie. Quattro dei sei decessi, secondo l’emittente americana, sono di dirigenti associati al colosso energetico minerario di Stato Gazprom, o a una delle sua controllate. Altri oligarchi, come il numero due di Gazprombank, Igor Volobuev, sono fuggiti. Quest’ultimo si sarebbe addirittura unito alle forze di resistenza ucraine.

LEGGI ANCHE: La parola alla moda: Vittorio Camaiani per VelvetMAG

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

Back to top button