Storie e Personaggi

Giovani italiani alla guerra: l’ex portiere e l’ex pilota a fianco dell’Ucraina

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Ci sono anche giovani italiani, ragazzi e ragazze, a combattere in Ucraina. Ivan Luca Vavassori ha postato su Tik Tok quello che afferma essere “il mio ultimo video non so per quanto tempo.” Dall’inizio della guerra Giulia Schiff è arruolata nelle forze speciali della Legione internazionale.

Se riuscirò farò avere mie notizie il prima possibile. Sperando che tutto vada bene” chiosa Vavassori. Ex portiere di calcio di Legnano, Pro Patria e Bra, Ivan Luca, trentenne, è figlio di Pietro, imprenditore del settore della logistica e di Alessandra Sgarella, scomparsa nel 2011, assurta alle cronache nel 1997 perché, allora quarantenne, fu sequestrata dalla ‘ndrangheta a Milano sotto casa. Rimase in mano ai banditi per 10 mesi. Dal processo ai suoi aguzzini emerse che si era fatta forza per resistere alla prigionia scrivendo favole per Ivan Luca, il bambino che stava per adottare, in arrivo da Elektrostal, vicino a Mosca.

Ivan Luca Vavassori: un’immagine del suo ultimo video dall’Ucraina

Nei giorni scorsi Ivan Luca Vavassori ha lasciato il calcio per unirsi alle brigate internazionali in Ucraina, contro i russi, e in cui comanda un “gruppo di ragazzi“. Vavassori ha raccontato la sua scelta con dei video su Tik Tok. E nelle ultime ore ha annunciato che sta per partire per una missione “suicida. “Il sud è al 90% già conquistato – ha affermato, secondo quanto riporta l’Ansa – mentre il nord è ancora sotto i bombardamenti delle truppe russe“. “Siamo riusciti a rubare dei blindati russi, dei bazooka e altre armi. Dopo ci siamo fermati, non sappiamo che cosa è successo. È venuto un maggiore a parlarci e ha detto che vuole le truppe in difensiva. Io e i miei uomini abbiamo detto che non vogliamo essere bombardati“.

“Attaccheremo da soli”

L’italiano dice di far parte della fanteria e di essere, un “assaltatore“. “Con il maggiore abbiamo deciso che attaccheremo in solitaria – ha proseguito Vavassori nel suo racconto online –  senza che nessuno sappia niente. La nostra sarà una missione suicida perché abbiamo pochissime unità contro un intero esercito. Sarà un suicidio totale, ma preferiamo provare“. Il video di Ivan Luca si conclude mentre sulle immagini passa la scritta “morire vent’anni prima o vent’anni dopo poco importa. Quel che importa è morire bene. Soltanto allora inizia la vita“.

Giulia Schiff quando era ancora nell’aeronautica militare. Foto Instagram @giuliajschiff

Giulia Schiff nella Legione per l’Ucraina

La vicenda del giovane ex portiere di calcio fa pensare a quella di un’altra italiana, Giulia Schiff, 23 anni ex pilota veneziana dell’Aeronautica militare del nostro Paese. Dall’inizio della guerra in Ucraina si trova a Kiev per combattere come volontaria nelle Forze Speciali della Legione Internazionale che affianca le truppe contro i russi. È l’unica donna del gruppo. La trasmissione Le Iene di Italia Uno sta realizzando un reportage che durerà finché Schiff sarà in missione. La prima parte andrà in onda questa sera, 23 marzo.

Giulia Shiff è nota perché, in quanto allieva dell’Accademia aeronautica di Pozzuoli, aveva denunciato più volte negli anni scorsi, anche ai microfoni de Le Iene, di essere stata vittima di mobbing e nonnismo, durante il suo ‘battesimo del volo’ . L’Aeronautica militare italiana l’aveva espulsa. A seguito di una lunga battaglia legale, arrivata a conclusione pochi mesi fa, il Consiglio di Stato aveva respinto il suo ricorso contro l’espulsione dall’Aeronautica mettendo fine alla sua carriera di pilota ufficiale. Ma lei non si è arresa e ora combatte a Kiev rischiando la vita.

Carro armato russo in fiamme in Ucraina. Foto Twitter @GeneralStaffUA

LEGGI ANCHE: Draghi alla Camera: “Spese militari al 2% del Pil, lo abbiamo promesso alla NATO”

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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