La pandemia di Covid, entrata ormai nel suo terzo anno, fa registrare una crescita di contagi in tutto il mondo, Italia compresa, spinta dalla variante Omicron 2. Secondo l’Oms all’aumentare dei casi corrisponde però una diminuzione del numero delle vittime.
“Dopo una consistente diminuzione da fine gennaio 2022, per la seconda settimana consecutiva è aumentato il numero di nuovi casi” di Covid-19 a livello globale, spiega l’Oms nel suo ultimo report settimanale. “Nel periodo 14-20 marzo si registra un +7%“. La risalita era stata dell’8% dal 7 al 13 marzo. Sul fronte dei decessi si consolida invece “un trend decrescente” a livello mondiale, con un -23% negli ultimi 7 giorni.
Anche in Italia aumentano i contagi e si teme per l’effetto della variante Omicron 2, la nuova tipologia del virus Sars-CoV-2 che progressivamente sta diventando prevalente. E che possederebbe una trasmissibilità del +30% superiore a quella di Omicron. L’Oms, inoltre, colloca l’Italia fra i primi tre Paesi in Europa per morti registrate. Da due anni a questa parte hanno perso la vita a causa o come concausa di Covid 158mila persone nel nostro Paese. Il 22 marzo i nuovi casi sono stati 96mila e 197 i morti. Una settimana fa, il 16 marzo, i nuovi casi di Coronavirus furono 72mila e i morti 137.
L’occupazione dei posti letto nei reparti ospedalieri di area non critica da parte di pazienti Covid risale al 14% in Italia (la soglia critica è del 15%). Un anno fa era al 42%. Nelle ultime 24 ore sono aumentati in 9 regioni i posti letto occupati da pazienti Covid in area non critica. E hanno raggiunto valori superiori al 20% in Calabria (al 34%), Umbria (29%), Basilicata (27%), Sicilia (25%), Puglia, Sardegna e Marche (21%). L’occupazione delle terapie intensive è stabile al 5% (soglia critica al 10%), a fronte del 39% raggiunto esattamente un anno fa. Ed è sotto il 10% in tutte le regioni. Lo indicano i dati Agenas del 22 marzo. Nel nostro Paese, dal mese di aprile, comincerà un consistente allentamento delle regole anti Covid.
In totale, dal 14 al 20 marzo, nelle 6 regioni mondiali dell’Oms si sono registrati oltre 12 milioni di nuovi casi e circa 33mila morti. Dall’inizio della pandemia, due anni fa, il totale dei contagi supera così i 468 milioni: le morti complessive sono più di 6 milioni. Negli ultimi 7 giorni i nuovi casi sono aumentati nella regione Pacifico occidentale (+21%), appaiono stabili in quella Europea e in calo nelle regioni Mediterraneo orientale (-41%), Africa (-33%), Sudest asiatico (-23%) e Americhe (-17%). I decessi crescono solo nella regione Pacifico occidentale (+5%), mentre scendono nelle altre: Americhe -42%, Mediterraneo orientale -38%, Africa -19%, Europa -18% e Sudest asiatico -18%. “Queste tendenze si devono tuttavia interpretate con cautela – si precisa nel rapporto dell’Oms – poiché diversi Paesi stanno progressivamente modificando le strategie di test. Con una riduzione del numero totale di tamponi eseguiti e quindi dei casi rilevati“.
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