Gargiulo & Polici Communication
“Siamo le donne dell’Ucraina, abbiamo messo al sicuro i nostri figli e ora ci siamo uniti ai nostri uomini e all’esercito ucraino”. Inizia così il messaggio di un gruppo di donne in mimetica. Nove donne, che con la bandiera dell’Ucraina sulle spalle diffondono il loro messaggio di lotta in occasione dell’8 marzo. E mentre il mondo assiste ad un conflitto sanguinario, l’arte nel suo più puro romanticismo racconta un presente drammatico.
Una data che doveva essere incentrata sulla rivendicazione delle pari opportunità nel mondo del lavoro e nella speranza di nuove risorse previste dal PNRR. Doveva essere un 8 marzo impegnato nel continuare a far sentire il proprio grido nella battaglia contro la violenza sulle donne e per chiedere la veloce approvazione del disegno di legge presentato dalle ministre del Governo per rafforzare gli strumenti dedicati alla prevenzione. Ma il Covid-19, le conseguenti restrizioni sanitarie e lo smart working, hanno visto diminuire molte tutele per le donne. Ed oggi, che la pandemia sembra volgere al termine, arriva la guerra e tutto il suo dolore.
Screenshot video google
Questo 8 marzo del 2022 verrà ricordato per le donne vittime del conflitto in Ucraina ma determinate a combatterlo. Per la libertà e l’indipendenza di tutte loro, e anche un po’ nostra. Mentre le bombe continuano a rigare il cielo della loro patria.
Nella notte tra il 7 e l’8 marzo, la Street Artist Laika ha “affisso” a piazzale Ostiense (nei pressi della metro Piramide di Roma) la sua nuova opera dedicata alle donne ucraine e russe. Il poster, infatti, ne raffigura due abbracciate e piangenti, vestite coi colori delle bandiere ucraina e russa.
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“È un 8 marzo drammatico. La guerra che sta imperversando colpisce in modo particolare donne e bambini, le vittime civili si contano a decine di migliaia, dopo anni di conflitto iniziato nel 2014 e che vive in queste settimane un’escalation devastante. Le donne ucraine e quelle russe sono unite dalle atrocità che stanno subendo. Chi ha perso la casa, chi un marito, un figlio, chi la propria stessa vita in una guerra tra popoli fratelli che, tutto ad un tratto, si trovano nemici per gli interessi economici e politici di chi li governa. E poi ci arrivano le immagini dei negoziati di pace in cui non è presente nemmeno una donna. Oggi voglio celebrare tutte le donne russe e ucraine, perché nessuna di loro avrebbe voluto questa guerra”, ha dichiarato l’artista.
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