Covid, quarta dose ai fragili a due anni dallo scoppio della pandemia

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Era il 20 febbraio del 2020 quando l’Italia impattò contro il Covid. Quella sera nell’ospedale di Codogno, nel lodigiano, grazie all’intuizione di una dottoressa anestesista si scoprì il ‘paziente 1’, non solo d’Italia, ma anche d’Europa. Era il 38enne Mattia Maestri. Aveva il Covid-19 (anche se allora si diceva Coronavirus). Il primo bollettino del 24 febbraio riportava 221 positivi e 7 morti. Due anni dopo, i numeri sono impietosi: 12.427.773 il totale dei contagiati (solo in Italia), e 152.848 decessi.

Covid, quarta dose ai fragili

Una catastrofe, con la quale si prova a convivere tra bilanci altalenanti, zone rosse, quarantene, vaccini, varianti, ripresa economica. E adesso, a due anni dalla scoperta del ‘paziente 1’, è arrivato il sì alla quarta dose di vaccino anti Covid per i fragili. Ieri il via libera ufficiale dalla Commissione tecnico scientifica (Cts) dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). La quarta dose del vaccino anti-Covid andrà ai soggetti gravemente immunodepressi. La Cts di Aifa si è riunita ieri ed ha espresso parere favorevole inviato al ministero della Salute. La quarta dose sarà somministrata con vaccini a mRna.

Vaccini efficaci ma poco duraturi

I tempi della somministrazione sono i medesimi della dose booster(la terza) per la popolazione generale. Per Walter Ricciardi, docente di Igiene all’università Cattolica e consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, bisogna “rivaccinare le persone fragili e gli operatori sanitari con la quarta dose. I vaccini hanno un’efficacia straordinaria ma dopo un certo numero di mesi dall’ultima dose l’immunità perde vigore e bisogna rinforzarla. Ricordiamo che chi ha ricevuto il richiamo a ottobre, potrebbe essere presto vulnerabile. Non è uno schema atipico, succede anche per altri vaccini che dopo un po’ debbano essere richiamati. Gli anti Covid sono molto sicuri, molto efficaci e poco duraturi“.

Australia, confini riaperti

E se l’Italia fa un bilancio della pandemia, l’Australia, dopo due anni, apre i suoi confini a tutti i turisti vaccinati dal Covid. “L’attesa è finita“, ha detto il primo ministro Scott Morrison durante una conferenza stampa, alla vigilia della riapertura. Il primo volo per Sydney arriverà da Los Angeles domani mattina, 21 febbraio, alle 6 (le 20 italiane), seguito dagli arrivi da Tokyo, Vancouver e Singapore. Si prevede che solo 56 voli internazionali atterreranno in Australia nelle 24 ore successive alla riapertura, molto al di sotto dei livelli pre-pandemia. Tuttavia il premier Morrison ha detto di non avere dubbi sul fatto che il numero aumenterà nel tempo. L’Australia ha chiuso i suoi confini a quasi tutti tranne cittadini e residenti nel marzo 2020. Il divieto di viaggio è valso al paese il soprannome di Fortezza Australia.

LEGGI ANCHE: La Regina Elisabetta è positiva al Covid: l’annuncio ufficiale

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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