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Covid, De Luca chiude le scuole elementari e medie. Lunedì altre 4 regioni in giallo

Il governatore della Campania non ottempera all'indicazione del Governo sulla riapertura il 10 gennaio. Proteste anche nel Veneto di Zaia

È irresponsabile aprile le scuole il 10 gennaio. Per quello che ci riguarda non apriremo le medie e le elementari. Non ci sono le condizioni minime di sicurezza“. Così il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, annuncia che le scuole elementari e medie resteranno chiuse a Napoli e in tutto il resto della Campania per l’intero mese di gennaio.

De Luca: “Vaccinare i bimbi

L’emergenza Covid resta talmente alta, secondo l’ex sindaco di Salerno, che non è possibile mandare in classe i ragazzi. “Dobbiamo approfittare di questi 20-25 giorni per fare un lavoro straordinario” afferma De Luca. “E qui chiedo la collaborazione di presidi, docenti e pediatri, per avere non 20 giorni di riposo, ma per utilizzare al meglio queste giornate. L’obiettivo è di sviluppare quanto più possibile la campagna di vaccinazione per i bambini più piccoli“.

Scuola, caos in vista

Mentre i ragazzi tornano in presenza tra i banchi, si allarga il fronte che appoggia la proposta dei presidi. A dimostrazione che la posizione di De Luca non è isolata “Lunedì, quando riapriranno gran parte delle scuole lombarde sarà come andare alle Termopili”, dice il presidente lombardo dell’Associazione Nazionale Presidi, Matteo Lori. I primi dati della confusione li fornisce il governatore del Veneto Luca Zaia, che ha parlato di migliaia di scuole chiuse a causa delle defezioni di docenti contagiati o non vaccinati. Guido Rasi, consulente del Commissario Francesco Paolo Figliuolo, sostiene che “due settimane di Dad sarebbero molto importanti“, specificando però che le sue parole sono “a titolo assolutamente personale“.

Il caso del Veneto

Sul solco di De Luca, anche il governatore del Veneto Luca Zaia non usa mezzi termini. “Ci sono migliaia di scuole chiuse per mancanza di docenti in quarantena, in malattia, non vaccinati” dice in un’intervista al Gazzettino. “Il governo ha deciso che il 10 si riapre, ma molte scuole saranno chiuse, altre in Dad perché non ci sono altre soluzioni. Da parte mia, ho chiesto un pronunciamento del Cts sulla riapertura, non ho avuto risposte. Di certo, la fase di testing così come è impostata, è insostenibile”. Sempre sul fronte della scuola, Zaia fornisce alcuni dati. E ha parlato di circa “2400 classi in quarantena. Poi ci sono docenti in quarantena, altri in malattia e quelli non vaccinati. In questo brodo primordiale non so cosa venga fuori, nel senso che abbiamo grosse difficoltà”. “Si cercherà di venirne fuori. Il problema grosso – conclude – non è l’apertura delle scuole ma la gestione di tutta la fase di testing e di screening che è una cosa paurosa“.

Covid, altre 4 regioni in giallo

Sono 108.304 i nuovi contagi da Covid nelle ultime 24 ore nel nostro Paese (ieri erano stati 219.441). Le vittime sono invece 223, in crescita rispetto alle 198 del 6 gennaio. Intanto il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato le ordinanze per il passaggio in zona gialla, da lunedì 10 gennaio, di Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo e Valle d’Aosta. Con queste 4 le regioni e provincie autonome classificate gialle per le misure anti-Covid diventano in tutto 15 su 21, compresa la Campania di De Luca.

Zaia Luca Veneto
Il governatore del Veneto, Luca Zaia

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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