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Quirinale, come funzionerà l’elezione del Presidente in era Covid

Tempi lunghi, distanze di sicurezza, scaglioni orari per le votazioni. E l'effetto dei contagi sul quorum degli scrutini

L’elezione del nuovo Presidente della Repubblica dopo Sergio Mattarella al Quirinale comincerà lunedì 24 gennaio alle 15. Il Presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, sentita la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha convocato il Parlamento in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali. L’avviso di convocazione apparirà oggi 4 gennaio sulla Gazzetta Ufficiale.

Il problema del Covid

Fico ha inviato la lettera alle regioni affinché scelgano i delegati che andranno a completare i 1.008 grandi elettori. Nella lettera è indicata indicata la fatidica data ‘X’: il 24 gennaio, appunto. Intanto, la Camera dei Deputati scalda i motori e si prepara ad ospitare parlamentari, leader, giornalisti italiani e testate straniere. Sin da questa mattina a Montecitorio operai e tecnici sono al lavoro per i primi rilievi. Occorre allestire le postazioni nel cortile interno, tradizionalmente riservate alle televisioni. Poi bisognerà anche stabilire le modalità di utilizzo del Transatlantico, precisa Agi, per evitare assembramenti. Il rischio di contagi Covid tra i grandi elettori, infatti, è alto e si devono valutare tutte le contromisure. Occorre garantire la presenza e, soprattutto, che le operazioni di voto si svolgano nel pieno rispetto delle norme anti Coronavirus. Probabilmente ci sarà un’unica prima votazione, mentre poi toccherà allo stesso presidente Fico decidere come procedere con le successive votazioni. Ossia se mantenere lo schema di un unico scrutinio al giorno oppure passare a due votazioni.

Quirinale Fico Data Voto
Il Presidente della Camera, Roberto Fico. Foto Twitter @Roberto_Fico

Quirinale, tempi lunghi per il voto

Il punto è che, date queste problematiche, i tempi per l’elezione del nuovo Presidente al Quirinale diverranno lunghi. Si stima, infatti, che servirà un tempo minimo di 5 o 6 ore per ciascuna votazione. Si dovrà, come sempre, procedere con appello nominale ma questa volta suddiviso per scaglioni orari. Il tutto per evitare assembramenti in Aula. Poi occorrerà il tempo tecnico per scrivere il nome sulla scheda e, a questo, si dovrà sommare il tempo necessario per lo spoglio. La priorità è mantenere le distanze di sicurezza, evitare il più possibile assembramenti e garantire al contempo la normale procedura di voto. Il tutto con l’incognita del Covid. Si teme, infatti, soprattutto fra i parlamentari, un aumento dei contagi che potrebbero impattare sul quorum necessario per le votazioni.

Berlusconi, macigno sul Colle

Adesso comunque la palla del Quirinale passa ai partiti. Il tentativo in corso, e che dovrà inevitabilmente rafforzarsi nelle prossime settimane, è quello di individuare un candidato votabile sia da destra che da sinistra, oltreché dal centro. Il Presidente della Repubblica è infatti garante dell’unità nazionale. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha rilanciato l’idea di un confronto tra Centrodestra e Centrosinistra. Un tavolo comune per condividere se non un nome, “quantomeno un metodo“. Ma dal Pd è arrivato il no secco e deciso di Enrico Letta. “Finché il Centrodestra ha una posizione ufficiale attorno a Berlusconi, il dibattito resta congelato” ha dichiarato.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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