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Germania: Merkel lascia il potere, Nina Hagen la sua colonna sonora

Clima, digitale, migrazioni. Queste le sfide che la cancelliera lascia al successore Olaf Scholz, in carica dalla prossima settimana

Messa a dura prova dalla quarta ondata della pandemia di Covid, la Germania affronta la svolta politico-istituzionale più importante degli ultimi 16 anni. La cancelliera uscente, Angela Merkel, come da programma, ha dato definitivamente il suo addio alla vita pubblica. Ininterrottamente al timone del paese dal 2005, ora cambia vita e, per sua scelta, si ritira. Dalla prossima settimana si insedierà, alla testa del cosiddetta ‘coalizione semaforo’ il nuovo cancelliere, il socialdemocratico Olaf Scholz. Finora è stato vicecancelliere e ministro delle Finanze con Merkel.

Merkel: “Alla prova come leader e come donna

Auguro alla futura coalizione tutto il meglio della fortuna e molto successo” ha dichiarato Angela Merkel il 2 dicembre durante la cerimonia di saluto alle forze armate. “I miei 16 anni da cancelliera sono stati pieni di eventi e di sfide. Mi hanno messa alla prova sia come cancelliera che come essere umano. Allo stesso tempo mi hanno dato un senso di appagamento“, ha sottolineato.

Fasi difficili e limiti della democrazia

La cancelliera ha ricordato la crisi economica nel 2008 e quella dei migranti nel 2015. Fasi della vita pubblica tedesca e mondiale che hanno chiarito “quanto le istituzioni e gli strumenti internazionali siano indispensabili per poter affrontare le grandi sfide del nostro tempo“. Merkel le ha riassunte in tre punti fondamentali: “Cambiamenti climatici, digitalizzazione e migrazioni“. E infine ha ricordato che “la nostra democrazia vive anche del fatto che trova il suo limite là dove odio e violenza vengono considerati legittimi mezzi di imporre i propri interessi“.

Cerimonia sobria e solenne

Nel corso di una cerimonia ad hoc ieri sera, la Bundeswehr (le forze armate tedesche) ha salutato la cancelliera con la Grosse Zapfenstreich (letteralmente: ‘grande tatuaggio’). Si tratta del maggior onore militare concesso alle autorità civili, le cui origini risalgono al XVI secolo. La cerimonia si è svolta, come da tradizione, dopo il tramonto. E con un numero ristretto di ospiti a causa dell’emergenza Covid. È consistita essenzialmente in una parata militare al lume delle torce, mentre la banda eseguiva diversi brani musicali, fra cui l’inno nazionale. Alcuni di questi brani li ha scelti personalmente Merkel. Un inno religioso, “Grosser Gott, wir loben Dich” (Gran Dio, noi ti lodiamo) e una canzone del 1992, “Fur mich soll’s rote Rosen regnen” (Piovano rose rosse per me) di Hildegard Knef. Ma la cancelliera ha scelto anche le note di “Du hast den Farbfilm vergessen” (Hai dimenticato la pellicola a colori). Si tratta di un brano della cantautrice punk Nina Hagen che nel 1974 ebbe grande successo in Germania Est. Lì dove allora viveva la giovane Angela Merkel, ventenne.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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