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Covid, obbligo vaccinale sempre più vicino. Von der Leyen: “Prepariamoci al peggio”

Potrebbe essere ormai questione di settimane. Un terzo degli europei, 150 milioni di cittadini, non sono vaccinati e il virus corre

Aleggia, sempre più forte, il nervosismo nelle istituzioni europee di fronte all’offensiva della quarta ondata di Covid e si pensa all’obbligo vaccinale per tutti. Così, la Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, scende in trincea. “Gli scienziati dicono di non saperne abbastanza” sulla nuova variante Omicron – ha dichiarato – servono due o tre settimane, che in pandemia sono un’eternità. Per questo la raccomandazione è vaccinatevi. Speriamo per il meglio, ma prepariamoci al peggio“.

Covid, la Ue ‘sotto attacco’

Le decisioni sulle multe a chi non si vaccina sono di natura prettamente nazionale ma “penso che si possa aprire un dibattito sull’obbligatorietà dei vaccini nella Ue ha sottolineato von der Leyen. “Se guardiamo alle cifre, un terzo della popolazione europea non è vaccinata: 150 milioni di persone sono tante. Non tutti possono essere vaccinati, come i bimbi molto piccoli, ma la maggioranza può“, ha aggiunto.

Vaccino ai bambini dal 13 dicembre

Le dosi del vaccino Pfizer peri bambini saranno pronte dal 13 dicembre“, ha quindi annunciato la presidente della Commissione. In Italia c’è il via libera dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) alla vaccinazione anti-Covid per la fascia pediatrica tra 5 e 11 anni. La vaccinazione avverrà con due dosi del vaccino Pfizer, in formulazione specifica e un terzo del dosaggio, a tre settimane di distanza.

Austria e Grecia, obbligo per tutti

E sono diversi, ormai, i paesi dell’Unione europea che si stanno muovendo verso un giro di vite, con pesanti sanzioni, per chi, potendolo fare, rifiuta di vaccinarsi. In Austria da febbraio del 2022 entrerà in vigore l’obbligo di vaccino contro il Covid. Chi non si vaccinerà dopo due solleciti rischia multe fino a 7.200 euro. Anche il governo greco ha annunciato la vaccinazione obbligatoria per tutti i cittadini con più di 60 anni.

Germania, decisione entro fine anno

La situazione del Covid è molto pesante in Germania. Il cancelliere in attesa di formale nomina, Olaf Scholz, ha già dichiarato di essere favorevole all’obbligo generalizzato dell’immunizzazione. Il Parlamento tedesco dovrebbe decidere entro fine anno. Se passerà il sì, le nuove norme entreranno in vigore a “inizio febbraio o inizio marzo“.

Italia: obbligo per scuola, sanità, difesa

Di fronte al crescere dei casi Covid anche l’Italia prende le contromisure. A ora non è sul tavolo l’ipotesi di obbligatorietà di vaccinazione per tutti ma l’ultimo decreto legge (26 novembre), voluto dal premier Mario Draghi, ha esteso l’obbligo del vaccino a tutto il personale della scuola. Così come ai lavoratori dei settori della difesa, sicurezza e soccorso pubblico. E a chi opera nelle strutture sociosanitarie come le case di riposo (Rsa).

Francia, Spagna e Belgio: situazione fluida

Anche in Francia l’obbligo vaccinale vale soltanto per alcune categorie, come il personale sanitario, i vigili del fuoco e le forze armate. La vaccinazione contro il Covid resta volontaria in Spagna ma ci sono almeno 5 regioni che chiedono a Madrid l’instaurazione dell’obbligo vaccinale. In particolare per tutti i lavoratori che si prendono cura di persone fragili, come gli operatori sanitari e il personale delle case di cura. In Belgio, invece, il Governo valuta l’obbligo vaccinale a partire dal 1 gennaio 2022.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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