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Dall’Honduras alla Svezia donne presidenti e premier. Italia non pervenuta

Negli ultimi tre giorni elette tre donne al vertice di tre paesi dall'America alla Scandinavia. Il gender gap resta invece alto nel nostro Paese

Con il 53,4% dei voti e 20 punti percentuali di distacco rifilati al suo avversario, Xiomara Castro (a sinistra nella foto) è la prima presidente donna dell’Honduras, in Centro America. Il candidato conservatore del partito di governo, Nasry Asfura, ha dovuto arrendersi all’evidenza e offrire le sue congratulazioni alla nuovo Capo di Stato di sinistra.

Da First Lady a presidente

Terminano dunque 12 anni di potere del Partito Nazionale. Un periodo turbolento, in cui scandali e accuse di corruzione hanno pesato sui due mandati del presidente uscente Juan Orlando Hernandez. Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, si è congratulato con la prima donna presidente del paese. Ma Xiomara Castro non si affaccia certo adesso sul proscenio della politica honduregna. Fra il 2006 e il 2009 è stata First Lady, essendo capo di Stato il marito, Manuel Zelaya, rovesciato con un golpe. Adesso il ritorno al potere in grande stile. Davanti a sé, al momento dell’insediamento formale in gennaio, Castro avrà il problema della rinegoziazione del debito del paese con il Fondo monetario internazionale.

Barbados, la repubblica ‘al femminile’

Nelle stesse ore, non molto distante dall’Honduras, l’isola caraibica di Barbados abbandonava ufficialmente la monarchia della Regina Elisabetta II d’Inghilterra per diventare una repubblica. Anche in questo caso la prima presidente è donna: Sandra Mason (al centro nella foto), 72 anni, Governatrice in carica dal 2018. Barbados, la cui economia è basata sul turismo e sulla finanza, oltreché sulla coltivazione di canna da zucchero, potrebbe essere definita la repubblica delle donne. Anche il primo ministro, infatti, è una donna: Mia Mottley, 65 anni.

Svezia, rieletta la prima premier donna

Dall’altra parte del mondo, in Svezia, il Parlamento ha rieletto il 30 novembre, per la seconda volta, la prima donna premier. Si tratta della socialdemocratica Magdalena Andersson (a destra nella foto), 54 anni. Già la scorsa settimana la ministra delle Finanze uscente – anche lei come Castro in Honduras e Mason e Mottley alle Barbados, una politica di lungo corso – aveva ricevuta l’investitura a premier ma si era dimessa dopo poche ore. I Verdi avevano abbandonato il Governo dopo la sconfitta della maggioranza sulla legge di bilancio. Ora il ritorno, avendo la premier precisato fin da subito di essere pronta a governare con i soli socialdemocratici. Il Governo monocolore è formato da 23 ministri, di cui però solo 9 sono donne.

ltalia, mai vista una donna presidente

In un contesto in cui, sia pure faticosamente, le donne riescono a farsi più strada che in passato, la politica e le istituzioni italiane segnano il passo. Il nostro Paese non è in alto nella classifica europea delle donne ministro. Mai alcuna donna in Italia ha ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio dei ministri e della Repubblica. E neppure di ministra dell’Economia e delle Finanze. Non è accaduto neanche col Governo Draghi, che pure è quello con più donne nella storia della Repubblica, se si sommano ministre (8 su 23) e sottosegretarie (19 su 39). Solo col Governo Renzi (2014-2016) c’è stata pari proporzione fra uomini e donne nel ruolo di ministri. Draghi ha assegnato i ministeri di Interno e Giustizia – molto raramente affidati a donne in Italia – a Luciana Lamorgese e Marta Cartabia. Si è guardato bene, però, dal fare a stessa cosa per Difesa, Esteri e la famigerata Economia.

Svezia Governo Andersson
La premier svedese Magdalena Andersson e il suo governo. Foto Facebook @magdalenaeandersson

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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