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Frontiera Ue, bimbo muore nella foresta. Polonia: ultimatum a Minsk

Un team di medici interviene nel cuore della notte e trova una coppia siriana ferita, il bambino di un anno senza vita. Erano nella foresta da 6 settimane

Dai confini orientali dell’Unione europea giungono notizie drammatiche sui migranti ammassati nelle foreste fra Bielorussia e Polonia. Molti di loro vagano nei boschi e si perdono, sconfinando. Così un bambino di un anno è morto e i suoi familiari sono stati soccorsi, feriti, nel cuore della notte fra il 17 e il 18 novembre, da un team di sanitari volontari polacchi.

Polonia, i medici nella notte

Alle 2:26 del mattino abbiamo ricevuto una segnalazione” scrive su Twitter il PCPM Medical Rescue Team (@RatownicyPCPM, nella foto in alto mentre effettua l’intervento). “Si è scoperto che tre persone sono rimaste ferite. Erano nella foresta da un mese e mezzo! Il giovane aveva forti dolori addominali. Aveva fame e disidratazione. Oltre a lui, una coppia siriana aveva bisogno di aiuto. L’uomo aveva una ferita al braccio e la donna aveva ricevuto una coltellata alla gamba. Il loro bambino di un anno è morto nella foresta. L’intervento si è concluso alle 6:04.”

Migranti fra sgomberi e arresti

Dal fronte bielorusso della tragedia, si apprende che le autorità di Minsk hanno fatto sgomberare l’accampamento di migranti sulla frontiera. Le persone che da giorni si trovavano nella zona frontaliera tra il villaggio bielorusso di Bruzgi e quello polacco di Kuznica sono adesso in una struttura ad alcune centinaia di metri di distanza (vedi il video dal post Twitter in basso, della giornalista bielorussa Hanna Liubakova). Dall’altra parte, circa 100 migranti sono stati arrestati in Polonia nella notte fra mercoledì e giovedì. A riferirlo è il ministero della Difesa di Varsavia.

Bielorussia Polonia Frontiera
Migranti alla frontiera tra Bielorussia e Polonia. Foto tratta dal sito Tvn24.pl

Il G7 sui migranti

È straziante vedere un bambino morire di freddo alle porte d’Europa. Lo sfruttamento dei migranti e dei richiedenti asilo deve cessare, la disumanità deve cessare“, scrive su Twitter il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. “Chiediamo al regime di cessare immediatamente la sua campagna aggressiva e di sfruttamento al fine di prevenire ulteriori morti e sofferenze. È necessario fornire alle organizzazioni internazionali un accesso immediato e senza ostacoli per fornire assistenza umanitaria“. Lo scrivono in una nota i ministri degli Esteri del G7: Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America, insieme all’Alto rappresentante dell’Unione europea.

Russia, critiche all’Occidente

Pesanti critiche agli occidentali arrivano dal Presidente russo Vladimir Putin. “I Paesi occidentali stanno usando la crisi migratoria al confine tra Bielorussia e Polonia come un nuovo motivo di tensione“. Il tutto, aggiunge, “in una regione vicina a noi, per fare pressione su Minsk“. Secondo Putin bombardieri occidentali hanno volato a 20 chilometri dalle frontiere russe, mentre si tenta di “aggravare” le tensioni in Ucraina. Kiev avrebbe ricevuto armi dall’Occidente, protagonista di “provocazioni” come le esercitazioni militari nel Mar Nero.

Ultimatum della Polonia

La Polonia, da parte sua, ha lanciato un ultimatum alla Bielorussia. Se la situazione al confine non si stabilizzerà entro il prossimo 21 novembre, Varsavia sospenderà il traffico ferroviario attraverso il valico di confine di Kuznica. Domenica prossima, dunque, le tensioni potrebbero ulteriormente esacerbarsi fra i due paesi. Sulla pelle di famiglie con bambini, provenienti dall’Afghanistan, dalla Siria, dall’Iraq a cui nessuno vuole dare un futuro.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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