Bill Gates e la sua fondazione – la Bill & Melinda Gates Foundation (BMGF) – finanzieranno con 1,4 milioni di dollari lo sviluppo del vaccino italiano contro il Covid. L’assicurazione in tal senso l’ha ricevuta oggi 3 novembre la ReiThera Srl. Si tratta dell’azienda biotech italiana che si occupa della traslazione clinica di vaccini genetici e prodotti medicinali per terapie avanzate.
Due gli obiettivi chiave del programma intavolato con l’ente del magnate americano fondatore di Microsoft. Il primo è quello di sviluppare vaccini di seconda generazione in grado di fornire una copertura più ampia contro le varianti di Sars-CoV-2. Il secondo riguarda il supporto all’iniziativa contro il virus dell’Hiv della Fondazione Bill & Melinda Gates. L’obiettivo è la generazione di vaccini innovativi. “Siamo entusiasti – dichiara in una nota Stefano Colloca, co-fondatore di ReiThera – che la Bill & Melinda Gates Foundation abbia deciso di investire nella nostra tecnologia. Il progetto ci permetterà di accedere alla loro rete di collaboratori scientifici sfruttando il potenziale della nostra nuova tecnologia del vettore GRAd”.
Il fine ultimo è “lo sviluppo di vaccini necessari sia per le nuove varianti di Covid-19 che per l’HIV”. I quali “potrebbero avere un impatto molto positivo sulla vita delle persone nei Paesi a basso e medio reddito“. ReiThera ha già sviluppato GRAd-COV2: un candidato vaccino contro il Covid che codifica la proteina spike del Coronavirus. Recenti studi di fase 1 e 2 hanno dimostrato che è sicuro e ben tollerato in adulti e anziani, così come nei soggetti con comorbidità, con tassi di sieroconversione contro il SARS-CoV-2 superiori al 93% dopo una singola dose e oltre il 99% con un regime a due dosi. Questi risultati supportano un ulteriore sviluppo clinico del candidato vaccino con uno studio di fase 3.
Adesso ReiThera – spiega la nota dell’azienda – metterà a frutto capacità della tecnologia a vettore adenovirale GRAd, di indurre una robusta risposta immunitaria cellulo-mediata contro l’agente infettivo. Il progetto è pensato affinché traggano beneficio dai risultati principalmente i paesi a basso e medio reddito, in particolare dell’Africa, che sono colpiti in maggiore misura dall’Hiv. Sono gli stessi paesi che hanno attualmente accesso molto limitato ai vaccini contro il Covid.
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