Si sta lavorando per celebrare i cento anni dalla sua nascita, nel 2023, e oggi 15 ottobre Italo Calvino di anni ne avrebbe compiuti 98. Uno scrittore tra i più importanti del Novecento italiano ed europeo. Un narratore “che ha segnato i valori, il destino, la conoscenza, l’amore per la cultura e la lettura di generazioni intere” lo ha definito il ministro Dario Franceschini. Lo scorso 28 luglio la figlia Giovanna Calvino, docente universitaria di letteratura italiana e francese a New York, ha inaugurato la nuova Sala della Biblioteca nazionale centrale di Roma. È dedicata a suo padre. È un pezzo di casa Calvino – quella di piazza Campo Marzio 5 a Roma – ci sono tutti gli arredi e i libri della biblioteca e c’è anche un giardino, allestito secondo le indicazioni dei genitori di Calvino, ambientalisti ante litteram e agronomi.
Calvino è stato al centro di una vera e propria costellazione letteraria che egli stesso ha disegnato con le sue opere. Ha spaziato dall’impronta neorealistica degli scritti iniziali – Il sentiero dei nidi di ragno, Ultimo viene il corvo – a quella allegorica e fiabesca della produzione matura. “Io sono ancora di quelli – scriveva nel 1964 – che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (…) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all’altra.”
Nella sua prosa, Calvino si è rivelato uno spregiudicato sperimentatore di linguaggi e di generi. Non mancano la lucidità della descrizione analitica, il lirismo e l’ironia. Tra le sue opere principali ricordiamo Il visconte dimezzato (1952); Il barone rampante (1957); Il cavaliere inesistente (1959); Le città invisibili (1972); Sotto il sole giaguaro (1986, uscito postumo). Figlio di Mario, agronomo di Sanremo, e di Eva Mameli, di Sassari, discendete di Goffredo Mameli, Italo Calvino nacque a Cuba il 15 ottobre 1923, a Santiago de Las Vegas. Proprio Santiago fu il suo nome di battaglia durante la Resistenza, a cui partecipò come partigiano garibaldino delle formazioni comuniste. Svolse poi l’attività di consulente editoriale, collaborò a vari giornali e riviste e diresse la rivista Il menabò di letteratura (1959-1966), assieme a Elio Vittorini. Il suo maestro fu Cesare Pavese.
Italo Calvino ha anche curato una raccolta di Fiabe italiane trascritte dai vari dialetti (1956). Postumi sono apparsi i tre racconti di Sotto il sole giaguaro e i testi di 5 delle sei conferenze che egli avrebbe dovuto tenere presso la Harvard University, negli Stati Uniti, nel 1985-86: Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio (1988). “Esiste una leggerezza della pensosità – scriveva Calvino nella prima delle sei Lezioni americane – così come tutti sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza; anzi, la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca.
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