Luigi XIV di Borbone fu nella sua epoca il sovrano che riuscì meglio a infondere un’immagine di regalità e autorità nei confronti dei suoi sudditi. Il monarca francese è riuscito abilmente a costruire per sé stesso una fama che andasse al di là del tempo, non a caso è ancora noto con il modestissimo appellativo di Re Sole. Era nato proprio nel giorno di oggi, 5 settembre del 1638 a Versailles. Non godeva di un bell’aspetto fisico ed in più la sua salute era molto cagionevole. Nel corso della sua esistenza ha sofferto di molte malattie che hanno ulteriormente compromesso la forma fisica. L’immagine e lo stile di Luigi XIV incarna per noi quella ideale del sovrano assoluto.

In questa strategia la moda rivestiva un ruolo politico tanto quanto l’arte. Celebri sono i dipinti in cui appare lo  sfarzo dei vestiti di cui il Re Sole si fasciava. Broccati, damaschi, ori e i colori pregiati e materiali del suo abbigliamento servivano ad affermare la sua superiorità sui nobili che spendevano tutti i loro soldi nel tentativo di imitarlo. La moda svolgeva quindi una sorta di funzione integrante rispetto alla grande impresa avviata proprio dallo stesso Luigi XIV, la costruzione dell’imponente reggia di Versailles, eretta con lo scopo di allontanare i nobili dalla città di Parigi, dove si svolgeva la vita politica, e sottometterli completamente all’autorità del re.  

Lo stile di Luigi XIV: il sole come emblema

Non erano protagonisti solo i preziosi paramenti con cui il monarca era solito cingersi, i costosi ermellini e cincillà, (non vi era assolutamente alcuno spirito animalista all’epoca), i broccati pregiati e i sontuosi ricami. Di massima importanza nello stile di Luigi XIV c’erano anche, oltre agli abiti, le parrucche. Questi accessori per i capelli assumono in questo periodo dimensioni a dir poco teatrali e strutture architettoniche. L’altissima parrucca di boccoli neri rimane associata alla figura di questo sovrano. Il Sovrano francese decise inoltre che come suo simbolo personale avrebbe scelto il sole in quanto è la stella che dà vita a tutto.

Questo emblema rappresentava il simbolo dell’ordine e della regolarità

Anche la giornata del sovrano francese era scandita come il percorso giornaliero del sole, dall’alba al tramonto, e coinvolgeva in questo anche tutti i cortigiani che come immaginari pianeti dovevano gravitare attorno alla figura centrale del monarca. Per quanto riguarda una possibile tendenza del sovrano all’egocentrismo, Madame de Maintenon riferì che Luigi XIV, che nell’ultima parte della sua vita dovette affrontare diversi lutti susseguitisi in breve tempo tra cui quella dell’unico suo figlio maschio, vide questi eventi come una questione tra lui e Dio. Ella spiegò di seguito: “Il re era così abituato al fatto che tutti vivessero per lui che non avremmo potuto immaginare che sarebbe stato in grado di morire da sé”.

Voltaire ricorda nella sua Storia del secolo di Luigi XIV un episodio del Re Sole

Louis Douvrier, un affermato antiquario dell’epoca, ebbe l’idea, in previsione del carosello del 1662, di assegnare un emblema e un motto personali a Luigi XIV che non ne aveva. Lo stemma proposto fu quello di un globo illuminato da un sole raggiante accompagnato dal motto latino nec pluribus impar (“non inferiore alla maggior parte“). Napoleone I commentando il motto di Luigi XIV, il suo stemma e la sua politica disse di lui: “Il sole non ha macchie? Luigi XIV fu a pari merito un gran re. Egli è stato colui che ha riportato la Francia al rango delle prime nazioni. Solo Carlo Magno può essere paragonato a Luigi XIV, in tutti i suoi aspetti.”

Il Re Sole fu tra i grandi promotori della danza accademica

Quando salì al trono di Francia, da grande appassionato di danza e abile ballerino, valorizzò molto il balletto. Grazie al Re Sole, infattivenne ideato il Ballet de la nuit del 1653. Lo stesso Re Sole partecipò nelle vesti di Apollo alla messa in scena dell’opera che durava circa tredici ore. All’epoca alla Corte di Versailles la danza rivestiva un ruolo davvero importante. I cortigiani dovevano imparare dai due a quattro balli ogni anno per poi avere un repertorio di dodici balli da poter utilizzare nelle varie feste. Luigi XIV aveva una vera e propria “fame” di imparare i passi. Il suo stile non era di certo da meno! Il Re sole era cinto da pietre pregiatissime e piume di struzzo nell’atto di scacciare la notte. Lui era infatti il sole, dà lì derivò il suo appellativo Re Sole.

Lo stile di Luigi XIV si riflette anche nell’arredamento

E’ di chiara ispirazione barocca l’arredamento all’epoca del Sovrano con un forte richiamo al classico. Proprio per questo lo stile di Luigi XIV è stato anche definito “classicismo barocco”. Il nuovo stile voleva essere una glorificazione della monarchia, esprimere grandiosità e, al contempo, un determinato rigore formale. Per questo motivo nel 1662 il politico Jean Baptiste Colbert, per esaudire i desideri del Re Sole, fondò la Manifacture royale des meubles de la couronne (Manifattura reale dei mobili della corona), un apparato di ebanisti, decoratori, disegnatori, tappezzieri, pittori e scultori, per la realizzazione degli arredi della Reggia di Versailles, sotto la direzione del pittore e decoratore Charles Le Brun.

 

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