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Referendum eutanasia, superata quota 750mila firme: dopo Vasco Rossi anche Saviano, Pif e Guccini

Esultano Marco Cappato e Filomena Gallo dell'Associazione Luca Coscioni: "Ma vogliamo arrivare a un milione"

A pochi giorni dall’annuncio delle 500mila firme per l’indizione di un referendum sull’eutanasia legale in Italia, oggi sono oltre 250mila in più quelle raccolte dai promotori. Superato, dunque, l’obiettivo delle 750mila firme ribadito proprio una settimana fa da Filomena Gallo e da Marco Cappato per il Comitato promotore e per l’Associazione Luca Coscioni.

Tre Regioni col maggior numero di consensi

Tra le ultime firme raccolte, anche quelle di Roberto Saviano, Pif e Francesco Guccini. Nelle scorse settimane avevano firmato altri artisti della musica e dello spettacolo come Vasco Rossi e Giobbe Covatta. “Ho firmato perché oggi, senza una legge che la regolamenti – afferma Saviano- l’eutanasia non è un diritto accessibile a tutti. Ho firmato perché sia libero di scegliere anche chi non può permettersi di raggiungere paesi dove l’eutanasia è legale. Firmare per promuovere questo referendum, comunque la si pensi, è un atto di rispetto per la vita e per il prossimo“. Risultano essere la Valle d’Aosta, il Friuli-Venezia Giulia e la Sardegna le prime tre regioni per numero di firme in base al numero di abitanti.

Eutanasia, questione rimossa dai politici

Il risultato straordinario della raccolta firme dimostra che il referendum affronta e dà risposte a una grande questione sociale rimossa dal Parlamento e dai capi dei grandi partiti” afferma Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni. “La raccolta firme continua, anche per inviare un messaggio ancora più chiaro e forte alle istituzioni e a tutto il Paese. Sono fiduciosa che supereremo il milione di firme“, dichiara. “I tavolini per strada e gli altri punti di raccolta firme saranno aperti per tutto il mese di settembre, trasformandosi nelle nostre sedi da marciapiede” dice Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. Si tratterà, cioè, di “luoghi di informazione ai cittadini su tutti gli strumenti per vivere liberi fino alla fine. Inclusi il testamento biologico, le cure palliative e il suicidio assistito, legalizzato dalla Consulta ma boicottato dal Servizio Sanitario Nazionale. Come nel caso di Mario, che andremo a trovare giovedì ad Ancona“.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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