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Daniele De Rossi: da Capitan Futuro a mentore dello spogliatoio in Nazionale

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Io sono nato a Ostia, c’è il mare. Ed è a trenta minuti da Roma“. Daniele De Rossi non viene dal centro, è nato vicino al mare: ha bisogno di sentire le onde scrosciare e di palleggiare sul bagnasciuga. Non è l’erba del campo, ma va bene la sabbia: anche se il pallone rimbalza male. Perché è vicino al mare. Il punto è che Roma gli ha dato la Roma e che Ostia gli ha dato il resto. In bilico tra le due realtà che lo hanno cresciuto e formato, Capitan Futuro – il suo soprannome in campo, che poi non gli è mai piaciuto più di tanto – ha iniziato a giocare a calcio nel ’97. E adesso, a 38 anni, è un dirigente della Nazionale. La stessa Nazionale che gli ha regalato un Mondiale da giocatore – quello del 2006 – e un Europeo, da dirigente, solo alcune settimane fa.

Daniele De Rossi: una carriera Magica

Oggi, 24 luglio, Daniele De Rossi compie 38 anni. Un anniversario diverso, completamente azzurro. Sono trascorse solo un paio di settimane da quando l’Italia di Mancini è salita sul tetto d’Europa e lui c’era, era a Londra, era negli spogliatoi di Wembley. Adesso, Daniele è l’adulto che consiglia e osserva. Osserva anche la Roma di Mourinho perché un giorno, lontano oppure no, su quella panchina ci si vorrebbe sedere lui.

Con il mondo giallorosso è stato un colpo di fulmine, sin dalla prima volta quando andò allo stadio in tribuna Tevere, con il papà. “Da quando mi ricordo sono sempre stato tifoso della Roma. La prima volta allo stadio è stato con mio padre. La Roma giocava allo stadio Flaminio perché all’Olimpico c’erano dei lavori per la coppa del mondo del ‘90. Sarà stato nell’88-89. Eravamo in tribuna Tevere, la curva era accanto. […] Un’esperienza che non scorderò mai, forte quanto la mia prima partita in Campionato o in Champions“, ha raccontato in un’intervista rilasciata a Pagineromaniste.com. E infatti poi dalla tribuna al campo ci è arrivato, a quello dell’Olimpico. Lo ha fatto all’inizio degli anni 2000 e lo deve a mister Fabio Capello.

Da quel momento, la sua carriera è esplosa: è diventato il Danielino dei tifosi innamorati della Magica. Quel numero 16 perentorio, spiccava sull’erba verde del campo. Una sicurezza centrocampo, il guerriero che sapeva proteggere la palla e andare in gol. C’era già Totti, il cuore dei giallorossi batteva per il Capitano, è vero; ma c’è sempre un antro vuoto, pronto a essere conquistato. “Quando Francesco ha cominciato c’erano tanti romani nella squadra: per me, passava quasi inosservato in questo gruppo. Poi ho visto gli altri perdersi, cambiare squadra, fare altre scelte di carriera. Ma lui è rimasto. E’ diventato un simbolo. Avevo 16-17 anni, il che vuol dire molto presto, quando mi sono ritrovato seduto accanto a lui. Era per me metà idolo metà compagno di squadra“.

A un certo punto, De Rossi si è ritrovato ad essere quasi alla stregua del Capitano, perché per anni ha dimostrato dedizione e lealtà ai suoi colori. Quando circolavano le voci di un addio durante il mercato estivo, nessuno avanzava dubbi sul fatto che si trattasse di voci e basta. Quando ha appeso gli scarpini al chiodo, dopo 22 anni d’amore, all’Olimpico erano tutti in lacrime.

Lacrime che poi si sono trasformate in sorrisi quando alla sua prima esperienza da dirigente in Nazionale, l’Italia ha portato a casa l’Europeo. E quanto ha festeggiato nello spogliatoio, Daniele. Non sarà sceso in campo, ma è così: quando il calcio ti scorre nelle vene, poco importa. C’è la Coppa, c’è la gioia. La stessa che forse provava quando a 14 anni, mentre giocava con gli amici del quartiere, qualcuno lo chiamava Nino – per il lungo caschetto biondo, come quello di Nino D’Angelo – e lui insaccava in rete.

Viviana Gaudino

Nata e cresciuta a Napoli, dopo aver conseguito la laurea triennale in Lettere Moderne alla Federico II, si è trasferita a Roma dove ha studiato Editoria e Scrittura alla Sapienza e terminato il percorso con lode. La grande passione per i libri e la letteratura l'hanno spinta a portare avanti il progetto di entrare nel mondo dell’editoria e della comunicazione: ha infatti partecipato al master "Il lavoro editoriale", promosso dalla Scuola del libro di Roma, e a numerosi workshop improntati sulla stesura e la correzione di testi. Dopo svariate esperienze come Redattrice (Edipress - agenzia di stampa del Corriere dello Sport - TuttoSport - Italo - Auto.it - Classified - Il Tempo -, LaCooltura, Snap Italy, NapoliSport), Editor, supporto Ufficio Stampa e Social Media Manager, è approdata nella redazione interna Velvet Mag.

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