I The Velvet Underground risuonano come la colonna sonora della terza giornata del Festival di Cannes 74. La storica band, che tra gli anni Sessanta e Settanta ha gettato le basi del punk, del rock psichedelico e della new wave, è la protagonista del documentario diretto da Todd Haynes. Il regista non è estraneo nel tracciare i ritratti di personalità musicali di spessore. Già nel 2007 aveva diretto Io non sono qui (I’m Not There), ripercorrendo la vita di Bob Dylan attraverso sei diversi interpreti – tra cui Cate Blanchett – impegnati a raccontarne sei diverse versioni. Un “anti-biopic” che, invece di offrire un’immagine in senso unitario, scompone l’artista statunitense.
Se la musica è dunque un tema caro al regista, declinato in molteplici modi, la forma del documentario è quasi una novità. Haynes ci si era approcciato, in parte, agli esordi attraverso il progetto televisivo Six by Sondheim. Ora ha scelto di cimentarsi, ripercorrendo la storia di una delle band più influenti che siano mai esistite e che danno il titolo al progetto: The Velvet Underground. Dagli inizi nei bassifondi statunitensi sino all’incontro decisivo con il padre della Pop Art, Andy Warhol, il lungometraggio ne racconta la storia con dovizia di particolari. E proprio quell’incontro ha permesso la realizzazione di uno degli album più iconici e influenti della storia della musica, The Velvet Underground & Nico.
Presentato fuori concorso, il film ripercorre dunque la figura, imponente e al contempo decadente di Lou Reed, colui che ha il merito di aver conferito “dignità, poesia e rock ‘n’ roll” a tutti quegli aspetti della vita fino allora demonizzati. Haynes mostra come il gruppo sia divenuto un riferimento culturale per le rock band a venire. E lo fa attraverso una raccolta di materiale eterogeneo. Dalle interviste d’epoca alla raccolta di materiale d’archivio, tra cui performance della band, The Velvet Underground si pone come testimonianza di un’epoca irripetibile. Un’epoca che, anche solo per una sera, è tornata a risplendere ieri 8 luglio sulla Croisette di Cannes 74.
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