Assumere tutte e due le dosi – non una soltanto – dei vaccini contro il Coronavirus è un atto che consente un’adeguata protezione dal pericolo di contagio da variante Delta. Lo certifica l’Agenzia europea del farmaco (Ema). “I nostri dati mostrano che due dosi dei quattro vaccini approvati (Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson & Johnson, ndr.) proteggono contro la variante Delta – dichiara Marco Cavaleri, presidente della task force vaccini dell’Ema – questi dati sono rassicuranti. L’importante è continuare la vaccinazione con particolare attenzione alle persone più vulnerabili e gli anziani“.
“Attualmente l’Ema non è in grado di fornire una raccomandazione definitiva sull’uso di diversi vaccini anti-Covid per le due dosi” del ciclo di vaccinazione, spiega Cavaleri, ma “i dati preliminari di studi in Spagna e Germania mostrano una buona risposta immunitaria e nessun problema di sicurezza“. Inoltre, ha concluso, “la strategia di vaccinazione eterologa ha storicamente dimostrato di essere un successo: è stata utilizzata per altri vaccini e ha una solida logica scientifica“.
Il punto centrale dell’analisi dell’Agenzia europea del farmaco resta quindi la perseveranza nella campagna di vaccinazioni contro il Covid. Per l’Italia prende posizione il Commissario all’emergenza, il generale Francesco Paolo Figliuolo. “A luglio manterremo la quota di somministrazione delle 500 mila dosi di vaccini al giorno – ha dichiarato all’agenzia di stampa Ansa – I numeri non sono un’opzione, a luglio avremo le stessi dosi di vaccini Rna ricevute nel corso del mese di giugno“. “Il problema – ha aggiunto Figliuolo – è legato alle agende che molte Regioni hanno programmato prima che uscissero le nuove prescrizioni del Cts che portano AstraZeneca ad essere utilizzata solo per le seconde dosi per gli over 60“. In ogni caso “a fine settembre avremo l’80% della popolazione vaccinata“.
“Stiamo pensando a una eventuale terza dose – ha quindi precisato il generale – con il ministero della Salute abbiamo già fatto delle opzioni di acquisto. Le dosi ci saranno, ma sarà la scienza a dirci se e dopo quanto tempo deve essere inoculato il richiamo. La nuova filosofia è quella di andare sui medici di medicina generale, sulle farmacie e chiaramente sui nosocomi. Questi ultimi rimarranno attrezzati anche per le vaccinazioni. L’obiettivo è piuttosto quello di uscire dalle logiche dei grandi hub”.
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