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Euro 2020: Svizzera travolta, l’Italia guarda agli ottavi. Clamoroso a Firenze: Gattuso non è più l’allenatore viola

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“Questa vittoria la dedichiamo a tutti gli italiani”. Così il commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini, ha salutato la travolgente vittoria dell’Italia contro la Svizzera all’Olimpico di Roma per Euro 2020. Il risultato di 3-0 è identico a quello del match d’esordio, l’11 giugno, contro la Turchia. E gli Azzurri ora sono già qualificati per gli Ottavi del campionato continentale, con un turno di anticipo. Prossima partita domenica 20 giugno, sempre a Roma, contro il Galles (ore 18).

Ottavi, i nostri possibili avversari

Ma si guarda già oltre: chi potrebbero essere gli avversari dell’Italia agli ottavi? In caso di primo posto, gli azzurri affronteranno la seconda classificata del Gruppo C, il 26 giugno alle ore 21 a Wembley. Una fra Olanda, Austria, Ucraina e Macedonia del Nord. Se invece l’Italia dovesse arrivare seconda, se la vedrebbe con un’altra seconda, quella del Gruppo B formato da Belgio, Finlandia, Danimarca e Russia. Sempre il 26 giugno, alle 18, alla Johann Cruijff Arena di Amsterdam.

“Questa Italia può crescere ancora”

Il 3-0 alla Svizzera è maturato grazie alle reti di Locatelli al 26′ e 52′ e di Immobile all’88’. “La Svizzera è una squadra forte, è stata una partita durissima e lo sapevamo. Avremmo potuto segnare prima, ma abbiamo sofferto quando c’era da farlo – ha aggiunto Mancini -. Abbiamo meritato perché pensavamo di voler vincere a tutti i costi”. La Francia che ha battuto la Germania all’esordio è la favorita del torneo? “Ci sono nazionali che nel lavoro di crescita sono piu’ avanti di noi – ha sottolineato il Mancio -. Ma nel calcio tutto può succedere”. “Questa Italia può crescere, lo ripeto – ha detto il ct azzurro -. Ci sono tanti giocatori giovani, i margini sono grandi”.

Gattuso in viola solo per 23 giorni

Tornando al calcio dei club di Serie A si registra una novità inattesa. Dopo 23 giorni dal suo arrivo alla Fiorentina, l’avventura di Gennaro Gattuso sulla panchina viola è terminata prima del debutto. Lo ha ufficializzato il club oggi 17 giugno tramite un breve comunicato: “ACF Fiorentina e Mister Rino Gattuso, di comune accordo, hanno deciso di non dare seguito ai preventivi accordi e pertanto di non iniziare insieme la prossima stagione sportiva. La Società – aggiunge il club – si è messa immediatamente al lavoro per individuare una scelta tecnica che guidi la squadra Viola verso i risultati che la Fiorentina e la Città di Firenze meritano”.

Il perché della rottura

La decisione di separarsi nasce da tensioni molto forti nate dalle differenti considerazioni fatte sui giocatori da acquistare per rinforzare la squadra. La società toscana, infatti, avrebbe preferito effettuare investimenti più contenuti per i nomi proposti da Jorge Mendes – agente anche di Gattuso –. Come quello di Sergio Oliveira del Porto e di Gonçalo Guedes del Valencia. Ora la Fiorentina deve ricominciare da capo e trovare un nuovo allenatore. La pista che porta a Claudio Ranieri potrebbe essere una possibilità, ma potrebbe essere Rudi Garcia il vero obiettivo. Il francese ha da poco concluso la sua esperienza con il Lione.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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