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Alessandra Paoloni: «Il successo non è tutto, sono una scrittrice in cammino» [INTERVISTA ESCLUSIVA]

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Non si ferma mai Alessandra Paoloni. Scrittrice di successo, soprattutto fra i giovani, è un vulcano di idee. Le sue passioni? Il romance e il fantasy, generi in cui è ormai specializzata. E se il suo esordio letterario risale al 2008 adesso è una consolidata autrice per Newton Compton e Delrai Edizioni.

Intervista ad Alessandra Paoloni

Quali progetti sta coltivando attualmente?

Sto per varcare una soglia importante nel mio lavoro dedicato alla scrittura e ai libri. Ho l’opportunità di diventare curatrice di una collana di libri per ragazzi con una nuova casa editrice. Anche per Delrai e Newton Compton ho affrontato il tema della scrittura per i più giovani: è qualcosa che mi affascina e costituisce per me una nuova sfida.

Lei è un’autrice molto prolifica, quali sono i suoi generi preferiti?

Beh, certamente il fantasy. Ma anche il romanzo rosa. Un genere che ho coltivato già con diverse produzioni per Newton Compton. È un mettermi alla prova, mi piace. Si tratta di un approccio e una scrittura che si rivolgono agli adulti ma mi sono divertita moltissimo finora a coltivare questa passione.

C’è un campo della scrittura che non ha mai esplorato e che invece vorrebbe praticare?

Sì, il genere del romanzo storico.

Oggi ha molto successo…

Vero, ma richiede molta passione e perseveranza. Mi piacerebbe scrivere un romanzo ambientato in un contesto storico preciso, chiaro, definito e delineato in tutti i suoi particolari. Mi calerei in toto nella parte, per così dire.

In quali epoche ambienterebbe il suo romanzo? 

Nel Medioevo. Oppure nell’età vittoriana, il cuore dell’Ottocento. Sono epoche ricche di fascino e di mistero.

Se dovesse scegliere i preferiti fra le sue opere e i suoi personaggi?

Domanda difficile! I libri che ho scritto sono tutti figli miei…Beh, comunque preferirei Descendens, un urban fantasy italiano. È la storia di una ragazza di vent’anni costretta a trasferirsi in un piccolo paese alle porte di Roma. C’è una maledizione stregonica, una discendente tanto attesa per compiere chissà quale maleficio. Ci sono gli elementi del magico ma anche un’analisi familiare. In fondo anche qualche aspetto biografico. Sono ingredienti che mi piacciono e che attraggono i lettori. Emma, la protagonista è la mia preferita. Vittima di una maledizione che in realtà è la fine dell’età adolescenziale e dunque la necessità di crescere, di cambiare e maturare. Un libro che, per me inaspettatamente, è molto letto dalle ragazze adolescenti, mentre io lo immaginavo maggiormente destinato alle ventenni.

Lei è inoltre curatrice di corsi di scrittura in un Paese, l’Italia, dove però non si legge molto.

Esatto, di scrittura creativa in particolare, assieme a Cinzia Giorgio. È vero che in Italia si legge poco ma si scrive tanto. Per questo io non mi considero una scrittrice affermata quanto piuttosto una donna e un’autrice sempre in cammino.

Il suo consiglio per una bella lettura?

Cime di Tempestose di Emily Brontë. Sbaglia chi pensa si tratti di un romanzo classico ma ormai superato o appartenente a modalità di scrittura del tempo che fu. Fa parte di quell’Ottocento, il XIX secolo, che amo tanto. È formidabile per l’intreccio dei personaggi così come per il loro tratteggio: sono tanti, volubili, capricciosi ma sempre con un tratto morale importante. Chi vuole imparare a scrivere deve leggerlo.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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