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Nasce la Superlega europea con Juventus, Inter e Milan. Durissime polemiche nel mondo del calcio

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Chiamatela rivoluzione, chiamatelo terremoto. Fate come preferite. Ma da ora in poi il calcio italiano e quello di tutta Europa non sarà più lo stesso. Dodici big club europei hanno infatti annunciato di aver raggiunto un accordo per costituire una nuova competizione calcistica infrasettimanale: la Super League. Una Super Lega “governata dai Club Fondatori”. Eccoli: Milan, Arsenal, Atlético Madrid, Chelsea, Barcellona, Inter, Juventus, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Real Madrid e Tottenham.

Fino a un massimo di 20 top club

È previsto che altri tre club aderiranno come Club Fondatori prima della stagione inaugurale, che dovrebbe iniziare “non appena possibile”. I club – si legge in una nota della Juventus – hanno concordato di partecipare alla Super League con un progetto di lungo termine. Ai 15 membri fondatori permanenti, in ciascuna stagione sportiva si aggiungeranno altri club. Secondo un processo di ammissione, per un totale di 20 club.

Agnelli si dimette dalla Uefa

Contro l’iniziativa si erano già espresse alla vigilia la Uefa, l’Eca e lo stesso premier britannico Boris Johnson, che l’aveva definita ‘molto dannosa per il calcio”. E persino il presidente francese, Emmanuel Macron. La Juventus ha annunciato di essere già uscita dall’Eca, l’Associazione dei club europei. Andrea Agnelli si è dimesso anche dall’esecutivo della Uefa, precisando tuttavia che “i club fondatori continueranno a partecipare alle rispettive competizioni nazionali. E, fino all’avvio effettivo della Super League, alle competizioni europee”.

Fifa e Uefa: “Super League scelta sbagliata”

La Fifa, da parte sua, ha espresso la sua disapprovazione. E ha parlato di una “lega separatista europea chiusa al di fuori delle strutture calcistiche internazionali” che non rispetti “i principi fondamentali di solidarietà, inclusività, integrità ed equa ridistribuzione finanziaria”. “Alla luce delle numerose richieste dei media e come già affermato più volte – si legge nella nota della Federazione – la Fifa desidera chiarire che resta fermamente a favore di un calcio solidale. E di un modello di ridistribuzione equa delle risorse che possa aiutare a sviluppare il calcio come sport, in particolare a livello globale. Dato che lo sviluppo del calcio globale è la missione primaria della Fifa”.

Le reazioni in Serie A, Liga e Premier League

Uefa, Federcalcio inglese e Premier League, Federcalcio spagnola reale (Rfef) e La Liga, Federcalcio italiana (Figc) e la Lega Serie A si schierano contro il progetto della Superlega. “Resteremo uniti nei nostri sforzi per fermare questo cinico progetto – si legge in una nota congiunta -. Prenderemo in considerazione tutte le misure a nostra disposizione, a tutti i livelli, sia giudiziario che sportivo, al fine di evitare che ciò accada”, minacciando i club e i giocatori di vietargli di partecipare alle competizioni internazionali.

Le piccole squadre in rivolta

“Sono pensieri questi che a noi non piacciono, rischiano di uccidere il nostro campionato – ha dichiarato ai microfoni di Radio Anch’io Sport Giovanni Carnevali ad del Sassuolo -. Si prospettano cose non piacevoli e probabilmente siamo stati presi in giro”. “Era un’iniziativa che covava da tempo, dobbiamo aspettare per capire bene. Fare calcio oggi è molto difficile, le squadre più grandi hanno più perdite e il sistema va rivisto. Ma nello sport ci deve essere meritocrazia, a volte essere troppo avidi è una brutta storia. Speriamo che si possa rivedere tutto. Il campionato perderebbe di interesse sotto tutti gli aspetti. Ci sono investimenti inferiori che noi dobbiamo andare a fare. Penso che il calcio deve essere visto come passione e come amore. Oggi ci mancano i tifosi, il cuore, la rivalità. Se pensiamo solo all’aspetto economico è meglio che il calcio lo faccia qualcun altro. Noi del Sassuolo così non siamo interessati”.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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