È dallo scorso anno, dai tempi del primo lockdown, che ovunque sentiamo ripetere frasi come “ce la faremo” o “torneremo a viaggiare“, tanto in televisione quanto dal nostro vicino di casa. In effetti la scorsa estate in molti sono riusciti a partire, anche solo per una breve vacanza in territorio nostrano. Tuttavia i risultati dell’allentamento delle restrizioni non sono stati affatto positivi: eccoci infatti nuovamente a vivere una primavera tematizzata dal distanziamento sociale. Per quest’estate però, si paventa la possibilità di un passaporto vaccinale, ovvero un documento che attesti la nostra condizione di salute attuale. L’ipotesi verrà discussa in sede di Commissione Europea il prossimo 26 aprile, ma già si conoscono quelle che dovrebbero essere le caratteristiche di questa attestazione.
Parliamo di un documento in doppio formato, cartaceo e digitale, al quale sarà allegato un codice a barre o un Qr code. Grazie allo scansionamento del passaporto vaccinale, sarà possibile attestare la propria situazione personale rispetto alle vaccinazioni per il Covid-19. Non solo: dovrebbe infatti essere inclusa la possibilità di garantire la personalissima carica anticorpale successiva ad una sventurata esperienza di contagio nei mesi precedenti.
Ciò che è fondamentale al giorno d’oggi, oltre alla questione sanitaria, è certamente una ripartenza dell’economia. Ecco perché grazie al passaporto vaccinale si spera di regalare nuova linfa al turismo: questo, in moltissimi casi, è una delle prime fonti di ricchezza di un paese. La richiesta di rilascio del documento dovrebbe essere totalmente volontaria: nessun obbligo imposto dai “piani alti”. Certamente però, una volta in possesso di questa attestazione, si eviterebbero logiche scomode come, ad esempio, quelle di quarantena.
Il passaporto vaccinale, almeno stando a ciò che sappiamo oggi, dovrebbe essere scritto nella lingua del paese che lo rilascia ed in inglese, in maniera da facilitarne un utilizzo internazionale. La sua efficacia, in linea di massima, dovrebbe essere effettiva almeno all’interno di tutti i paesi dell’Unione Europea.
Tra le varie possibilità, senza imporre il passaporto vaccinale, si sta paventando anche quella di un test rapido antigenico negativo. Grazie a questo, anche se ancora non ci si sarà ancora vaccinati o non si avranno gli anticorpi del Covid-19, potremo comunque “tornare a viaggiare”.
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