Oggi si celebra il centenario della nascita di Astor Piazzolla. È possibile che il suo nome non vi dica un granché, d’altronde parliamo di un compositore che ha fatto la storia della musica argentina. Vi invitiamo però a navigare sul web, ascoltando i suoi pezzi più famosi come Primavera Porteña e Libertango. A questo punto, sconcertati, vi accorgerete di averlo sempre conosciuto. Perché si, Astor Piazzolla è il compositore padre di quello che oggi siamo abituati a considerare come “tango“, cioè il genere musicale di origine latina che, grazie alla sua sensualità ha conquistato il mondo.
Per la precisione Piazzolla è considerato il padre del “nuevo tango” ovvero una commistione tra la musica tradizionale argentina ed il jazz. Questo stile musicale nasce negli anni sessanta dello scorso secolo, per poi svilupparsi definitivamente durante il decennio successivo. La “rivoluzione elettrica” decretata da Astor Piazzolla vide l’inserimento, all’interno delle composizioni, di strumenti inusuali rispetto alla tradizione. Il compositore di chiare origini italiane nacque a Mar del Plata l’11 marzo 1921, lasciandoci orfani della sua musica all’età di 71 anni il 4 luglio 1992.
Il legame con l’Italia per Astor Piazzolla non deriva esclusivamente dalle origini dei suoi genitori. Il compositore infatti ha collaborato e scritto musica per moltissimi artisti nostrani, tra cui spiccano Tullio De Piscopo, Mina, e Iva Zanicchi.
Parliamo senza l’ombra di dubbio di uno dei musicisti più importanti del 20° secolo. Le sue innovazioni hanno infatti contribuito all’esportazione delle sonorità legate al tango argentino in giro per il mondo. Tale ruolo costò ad Astor Piazzolla una buona dose di critiche al punto da essere definito el asesino del tango (l’assassino del tango) da coloro che non concepivano l’inserimento di elementi musicali non appartenenti alla tradizione argentina.
Quando si parla di Astor Piazzolla non si può non nominare il bandoneón. Con questo nome si definisce la tipica fisarmonica che viene utilizzata nelle composizioni di tango. Tale strumento ha caratterizzato la totalità delle opere scritte dal genio della musica argentina. Gracias por tu arte, Astor!
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