“Archivazione per non aver commesso il fatto“. È nitido il verdetto del gip del Tribunale di Bolzano che ha posto fine, oggi 18 febbraio, al processo per doping a carico del campione di atletica altoatesino Alex Schwazer. Il giudice ha accolto la richiesta del pubblico ministero. Ci sarebbero state, cioè, “opacità” da parte di Iaaf – la federazione mondiale di atletica – e della Wada – l’agenzia mondiale antidoping – nelle analisi che portarono a sancire, nel 2016, la positività al doping per il marciatore.
Fu un momento terribile. Alex dovette subire la squalifica e la rovina della sua reputazione di atleta e della sua carriera. Ora, grazie alla sentenza del tribunale di Bolzano, tornano le dure accuse contro le due associazioni internazionali. Il giudice ritiene infatti “accertato con altro grado di credibilità” che 5 anni fa i campioni di urina di Schwazer furono alterati per far risultare l’atleta positivo alle sostanze dopanti e quindi penalizzarlo.
La decisione del gip (giudice per le indagini preliminari) fa seguito alla richiesta della procura, lo scorso dicembre, di archiviare il procedimento penale a carico del marciatore di Vipiteno. L’inchiesta si riferiva al presunto caso di doping di Alex, risalente al 2016, e non al primo caso, del 2012 (quello ammesso dallo stesso marciatore). Tutto era nato da un controllo del primo gennaio 2016, in seguito al quale il tribunale di arbitrato sportivo aveva condannato il marciatore a una squalifica di 8 anni, che sta ancora scontando. L’atleta ha sempre contestato la validità di questo secondo caso di presunta positività, puntando il dito sugli anomali valori, altissimi, del Dna contenuto nella provetta, dichiarandosi vittima di un complotto.
“Falso ideologico, frode processuale e diffamazione“: sono questi i reati che il gip del Tribunale di Bolzano, Walter Pelino, ipotizza nei confronti di chi avrebbe manipolato le provette di Schwazer. Il giudice parla di “autoreferenzialità” della federazione mondiale di atletica (Iaaf) e dell’agenzia mondiale antidoping (Wada). Ma anche di manipolazione delle provette, di macchina del fango. E rimette gli atti al pm invitandolo a indagare su quei reati.
Alex Schwazer ha appreso la notizia dell’archiviazione dell’inchiesta doping mentre si stava allenando. Lo racconta il suo legale Gerhard Brandstaetter. “Il giudice ha approfondito la questione in maniera straordinaria – ha dichiarato -. La soddisfazione ovviamente è grande, perché abbiamo lottato anni per questo”. Al più presto Schwazer si attiverà a livello di giustizia civile, ma anche sportiva per una revoca della squalifica. “Motivazioni di questa portata di un giudice penale di certo vanno prese in considerazione”, sottolinea Brandstaetter.
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