Da quasi un anno le nostre vite sono letteralmente in pausa a causa della diffusione del Covid-19. Sono stati rimandati progetti di lavoro, matrimoni, figli e viaggi. Delle rinunce che hanno modificato l’approccio alla quotidianità e che in molti casi hanno (soc)chiuso la porta sul futuro. La fine della pandemia è ancora lontana, ma l’esigenza di riprendere in mano la vita, la normalità, si fa sempre più forte; c’è chi cerca di evadere dalla realtà pianificando e chi decide di vedere il famoso bicchiere mezzo pieno. Insomma, se la vita ti dà limoni, preparati una limonata! Seguendo questo principio, si può scegliere di fare davvero buon uso delle ore da trascorrere forzatamente in casa. Viaggiare in streaming con documentari, video, cam, film e dirette: si può girare il mondo anche seduti comodamente sul proprio divano. Provare per credere.
Chi l’ha detto che per raggiungere Tokyo, Dubai, New York e Mosca serva necessariamente prendere un aereo? Se si riuscissero a ridimensionare le aspettative di un viaggio per adattarle alle possibilità, si potrebbe decidere di visitare una città, una nazione o addirittura un continente intero senza mai abbandonare la propria abitazione. Certo potrebbe arrivare l’obiezione che non sia la stessa cosa, che attraverso uno schermo non si possano percepire odori e sensazioni, che non si possa godere dell’imprevisto che rende i viaggi speciali, quello che poi diventa l’aneddoto principe durante un racconto. Ed è vero, tutto questo si perderebbe.
Tuttavia, l’epoca in cui viviamo mette a disposizione una serie di opzioni che non possono sostituire il viaggio in quanto tale, ma posso restituire la bellezza della scoperta. Viaggiare in streaming, dedicarsi alla visione di un documentario tramite le piattaforme più note, come Netflix e Amazon Prime, visitare le strade delle città preferite con strumenti come Google Maps e guardare un’intera playlist di video su una meta precisa, comporta dei benefici. In primis a livello umorale e poi soddisfa, almeno in parte, la volontà di vedere qualcosa di nuovo, di scoprire il mondo. Il consiglio è quello di non approcciarsi a questo tipo di attività con nostalgia o amarezza, altrimenti l’esperienza verrebbe svilita e sarebbe un fallimento in partenza; bisognerebbe farlo con entusiasmo, con ottimismo, con la certezza che presto quello schermo tra il forestiero e la sua meta non ci sarà più.
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