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Pazzi di Lady D, a Chicago un hotel offre la sua suite e lo stesso menu

A una cifra da capogiro fino al 15 dicembre il pacchetto "Crowning a Lady"

Nell’Occidente afflitto dalla pandemia del Covid il mito di Lady Diana Spencer brilla sempre più forte come una stella, lontana ormai “anni luce”, eppure sempre più presente nell’immaginario collettivo. Lady D. è stata protagonista del jet set planetario in un mondo che non esiste più. Trent’anni fa ha incarnato il ruolo di principessa fragile e ribelle, amata in tutto il pianeta, e la sua immagine è oggi un’icona di stile del Novecento.

Quel viaggio nel 1996

La “principessa del popolo“, come la chiamò l’allora premier britannico Tony Blair dopo la sua morte, la si può ora conoscere meglio attraverso un singolare, piccolo, “viaggio” nello sfarzo della sua breve e tormentata esistenza. È così che a Chicago, la metropoli americana da cui proviene l’ex presidente Usa Barack Obama, un celebre albergo che la ospitò per un soggiorno nel 1966 – l’anno prima della tragica morte ancora avvolta in parte dal mistero, nel tunnel dell’Alma a Parigi -, offre ai clienti una possibilità più unica che rara. Gli ospiti del Drake Hotel potranno infatti “rivivere” il viaggio di Lady D., incluso il dormire nella stessa suite e il mangiare scegliendo i piatti da un menu identico a quello servito alla reale britannica.

“Crowning a Lady”

La notizia è riportata dal tabloid inglese Mirror che sottolinea come Diana nel 1996 stesse visitando Chicago al fine di effettuare una raccolta fondi per la ricerca sul cancro. Ora il Drake Hotel lancia lo speciale pacchetto Crowning a Lady per ricreare a beneficio del clienti il viaggio di Lady D. Stessa mega suite, dunque, stesso menu e persino la possibilità di richiedere gli stessi extra in camera che lei chiese a suo tempo.

Lusso e glamour

La suite è di circa 140 metri quadrati, molto lussuosa. Si può godere di un atrio in marmo, un’enorme camera da letto con bagno, e un soggiorno e una zona pranzo separati. Splendida la vista sul Lago Michigan. Il glamour abbonda. Dai mobili in velluto ai lampadari di cristallo, tutti tarati sul tenore di vita di un’esponente di una dinastia regnante, ovviamente. La suite è stata lasciata esattamente come era decorata e progettata durante la visita della principessa Diana, salvo alcuni piccoli lavori di ristrutturazione per mantenerla moderna.

Un menu da Reali d’Inghilterra

Per quanto riguarda il menu, gli ospiti riceveranno una cena di tre portate. Gli antipasti includono verdure miste, cuori di palma, noci, crostini di pane e sherry. Il piatto principale si compone di salmone reale, agrumi, asparagi, peperone rosso, ratatouille, “gnocchi romaine“. Infine il dessert: biscotti alla cannella, pera e frutti di bosco. Bevande? Diana avrebbe optato per un Peach Bellini da abbinare alla cena. Ma non saranno solo la stanza e il cibo a essere al centro della proposta ai clienti dell’albergo. Gli ospiti avranno anche la possibilità di includere molti extra in omaggio al viaggio originale di Diana. Ad esempio, quando è rimasta al Drake, Diana ha richiesto una cyclette Lifecycle e acqua minerale.

Una spesa di un certo livello…

Inutile negare che il pacchetto di due notti offerto dal Drake nella suite Princess Diana è per pochissimi. Il prezzo del soggiorno si aggira sui 32mila dollari. Quello che invece tutti possiamo fare è dare un’occhiata virtuale a cotanto sfarzo, inebriato dalla dolce memoria di Lady D.. Ciò grazie al tour virtuale accessibile dal sito web del Drake Hotel che offre una vista a 360 gradi delle lussuose camere. Il pacchetto Crowning a Lady sarà disponibile fino al 15 dicembre 2020.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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