Cosa succederà a Natale in quest’anno orribile della pandemia del Covid? Potremo trascorrere le feste in gruppo, in famiglia e con gli amici, come sempre? Sono domande semplici ma che adesso tutti cominciamo a farci, visto che la seconda ondata del coronavirus si abbatte duramente sull’Italia.
“Ci sarà un provvedimento che riguarderà il Natale – dichiara in un’intervista alla Stampa la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa -. Si deve dire che non deve essere un Natale solitario, ma che le famiglie possono riunirsi nel nucleo ristretto, parenti di primo grado, fratelli e sorelle. La gran parte delle restrizioni attuali è bene che restino, magari con un allentamento del rigore per alcuni esercizi”.
Zampa fa capire che le nuove regole per il Natale in famiglia sono allo studio del governo e presto saranno rese note in via ufficiale. “Questa epidemia – dice – va affrontata con una grande razionalità, che misuri l’impatto delle azioni messe in atto. Ma siamo tutti consapevoli che se il trend non muta, nessun servizio sanitario al mondo potrebbe reggere. Se tutto si rivelasse inefficace, nessuno attenderà fino all’ultimo. Bisogna combattere con un elemento fondamentale che è il tempo e nessuno farà tardi, tanto meno il ministro Speranza”.
Zampa si dice anche “sbalordita della leggerezza” di chi va in giro senza mascherina o siede al bar senza rispettare il distanziamento: “Non vedo controlli e sanzioni”, lamenta. A suo avviso, riporta online l’Agi, “è passata una narrazione minimalista e molti scienziati e molti politici non hanno contribuito a mantenere il rigore necessario”. Sul vaccino, la sottosegretaria prevede che “i cittadini comuni potranno essere vaccinati entro l’estate (2021, ndr.). Ma anche i medici di base – sottolinea – devono in questa fase fare la loro parte, con visite e tamponi, altrimenti rischiano la convenzione con lo Stato”.
In realtà la medicina del territorio è sotto forte stress. I medici di base sono spesso completamente oberati dalle richieste dei pazienti. Nella Toscana che da domani 11 novembre passa da zona gialla ad arancione, ad esempio, si cercano affannosamente posti letto ma la medicina del territorio non sta meglio. A Pisa, ad esempio, dove gli ospedali sono saturi, alcuni medici di base sono costretti a seguire a domicilio almeno venti pazienti Covid, una buona metà dei quali non risulta ancora ufficialmente tale, senza provvedimento e contact tracing.
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