Cosa hanno in comune Psycho, Non aprite quella porta e Il silenzio degli innocenti? Sicuramente il fatto di essere dei cult del genere horror. Le tre pellicole tuttavia condividono un legame ben più profondo: traggono ispirazione da eventi realmente accaduti. O per meglio dire, da un personaggio realmente esistito: Ed Gein.

L’iniziatore di questa tendenza risulta Psycho. Il film, diretto da Alfred Hitchcock fu distribuito nelle sale cinematografiche nel 1960, divenendo a breve il precursore del sottogenere slasher. La pellicola è stata anche la prima a ispirarsi alla figura del famigerato Ed Gein, tristemente noto come Il macellaio di Pleinfield. Tratto dal romanzo Psycho di Robert Bloch del 1959, il film segue le misteriose vicende che avvengono nel Bates Motel. Proprio l’inquietante direttore del luogo, Norman Bates, presenta numerose caratteristiche prese in prestito dal famoso serial killer. La storia relativa all’uomo, tuttavia, supera di gran lunga l’immaginazione cinematografica, distinguendosi come una delle pagine più controverse della cronaca nera.

Psycho, la vera storia di Ed Gein che ha ispirato il film di Hichtcock

Edward Theodore “Ed” Gein nacque nel 1906 e visse in un ambiente disfunzionale. La figura oppressiva della madre lo portò a sviluppare una personalità sempre più disturbata. Una volta che la donna morì nel 1945, Ed Gein poté infatti dare libero sfogo alle proprie pulsioni malate. La propria attività criminale si concentrò tra il 1947 e il 1957 (due anni prima dell’uscita del libro Psycho).

Durante questo periodo, sei persone scomparvero in circostanze misteriose, nelle città di La Crosse e Plainfield, nel Wisconsin. Da subito sospettato, venne inchiodato il 17 novembre 1957. La scomparsa di Bernice Worden, commessa di una drogheria, allarmò il figlio Frank Worden, vicesceriffo. L’ultimo cliente servito risultò Ed Gein. L’assassino che ha ispirato Psycho aveva acquistato dell’antigelo e l’ultimo scontrino emesso fu proprio quello relativo a un gallone di antigelo.

A seguito dell’arresto ai danni di Gein, la polizia perquisì la sua abitazione. Ciò che emerse andò oltre le più remote aspettative, superando l’immaginario cinematografico di Psycho. Le forze dell’ordine rinvennero infatti Bernice, la madre del vicesceriffo, priva di vita. Trovarono anche molti oggetti particolari, che delinearono una personalità controversa, frutto di una mente criminale. Tali dettagli lo rendono uno dei serial killer più perversi ed efferati della storia e, conseguentemente, uno dei più famosi.