Sta per concludersi l’iter molto tormentato del Decreto del presidente del Consiglio (Dpcm) sul coronavirus. Dovrebbe arrivare entro oggi, domenica 25 ottobre, il nuovo insieme di misure ancora più restrittive per tentare di arginare il dilagare dei contagi. Si tratta del terzo Dpcm in 12 giorni. Le regole resteranno in vigore da lunedì 26 ottobre al 24 novembre.
Ma intanto, secondo quanto riportano le agenzie di stampa, il governo ha dovuto registrare la netta opposizione delle regioni alla bozza del decreto. La misura che obbliga la chiusura di ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie alle ore 18 nei giorni feriali dovrebbe rimanere confermata. Al termine della riunione, sabato 24 ottobre, tra il premier Giuseppe Conte, i capi delegazione dei partiti di maggioranza e il ministro Francesco Boccia, il Governo non ha cambiato linea su una delle misure più contestate. Può darsi invece che il Conte e i suoi ministri consentano ai ristoranti di restare aperti la domenica a pranzo.
Non sono mancati disordini nel centro di Roma, sabato sera, durante una protesta organizzata in Piazza del Popolo contro l’arrivo di nuove misure restrittive. Alla mezzanotte, con lo scattare del coprifuoco, quando le forze dell’ordine hanno intimato loro di andar via, i manifestanti hanno lanciato petardi e fumogeni contro le polizia e carabinieri. C’è stata una carica di alleggerimento e i manifestanti si sono dispersi verso piazzale Flaminio. Incendiati anche alcuni cassonetti.
“A decorrere dal 26 ottobre 2020, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono sospese la domenica e i giorni festivi. Negli altri giorni sono consentite dalle ore 5 fino alle 18”. Così la bozza del Dpcm anticipata dall’Ansa. Dopo le 18 sarà vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico mentre resterà consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie. Possibile fino alle ore 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.
Secondo quanto prevede il testo, in via di definizione, “è fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione”. Salvo che “per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune”.
“Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò.” Sono sospesi – recita ancora la bozza del decreto – “gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”. L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione – materna, elementari e medie – e per i servizi educativi per l’infanzia continuerà a svolgersi in presenza. Le scuole superiori adotteranno una Dad pari al 75% delle attività. Dunque il 25% rimarrà in presenza su tutto il territorio nazionale.
“Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21″. Questo sempre stando alla prima bozza del Dpcm. Un testo che però è in via di definizione e potrebbe subire ulteriore cambiamenti. Probabile anche uno stop all’attività di palestre, piscine e sale giochi.
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