Tampone, test rapido, della saliva o anticorpale. Ecco i principali esami possibili oggi in Italia per svelare la positività di una persona al nuovo coronavirus Sars-CoV-2. Con l’espandersi dei numeri della pandemia di Covid-19, diventa infatti sempre più importante il ruolo dei test diagnostici per il tracciamento dei contatti.
La “giungla” di nomi rischia di confondere: il tampone nasofaringeo che ci ha accompagnato da marzo, resta ancora l’esame più accurato. Ma ha dei tempi di risposta lunghi in relazione al numero dei casi da testare. Visto il numero crescente di test per il Sars-Cov-2, Adnkronos spiega che ora c’è una sorta di guida ad hoc messa a punto da Maurizio Sanguinetti, direttore del Dipartimento Scienze di laboratorio e infettivologiche del Policlinico universitario Gemelli Irccs di Roma.
È quello che finora i medici effettuano sul materiale ottenuto dal tampone nasofaringeo. Il tempo medio per ottenere il risultato è intorno alle 12-24 ore ma, in caso di eccessiva richiesta, possono essere necessari alcuni giorni. Si tratta del test di riferimento per la definizione di caso di Covid-19. Permette di diagnosticare un’infezione da nuovo coronavirus in fase attiva. Lo si esegue in Laboratori autorizzati a livello nazionale o regionale.
Cerca la presenza del virus nella saliva, prelevata dalla bocca mediante tampone o pipetta. Il nuovo protocollo di raccolta ha diversi vantaggi: elimina il fastidio del tampone naso-faringeo, protegge gli operatori sanitari dall’esposizione potenziale al virus, supera il problema della carenza di tamponi naso-faringei. Esistono però anche degli aspetti che devono essere chiariti. Ulteriori studi sono necessari per una conferma definitiva.
È detto anche “tampone rapido“. Si effettua sul materiale prelevato da tampone nasale (o naso-faringeo). La risposta arriva in meno di un’ora (spesso bastano 20 minuti). Un risultato positivo è in genere attendibile, mentre, data la sensibilità più bassa del test molecolare, è possibile che si ottengano risultati falsi negativi. Se positivo significa che è in corso un’infezione attiva da coronavirus. È il test che si effettua all’arrivo in aeroporto o nei principali porti.
Si tratta di un test sierologico sul sangue. Lo si effettua su un prelievo di sangue o su una gocciolina di sangue prelevata dal dito. Il risultato viene fornito nell’arco di 20 minuti (per quello al dito) o nell’arco di qualche giorno (quello sul prelievo di sangue). “Importante chiarire che i due metodi non sono sovrapponibili. Il metodo della goccia di sangue dal dito è meno accurato (presenza di numerosi risultati falsi positivi) e il risultato ottenuto dovrebbe essere sempre confermato da un test eseguito su prelievo di sangue”, scrive Sanguinetti.
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