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Taranto, case in vendita a 1 euro: “Così ripopoliamo l’Isola Madre”

Case in vendita al prezzo simbolico di 1 euro. Obiettivo: ripopolare l’Isola Madre di Taranto, la città antica costruita su uno scoglio. Lo ha deciso il Comune per gli immobili di 7 edifici municipali nella Città Vecchia, pubblicando un bando sul sito del municipio.

Le schede degli immobili sono allegate al bando. Fino al 20 novembre 2020 imprese, agenzie, società o cittadini hanno tempo per presentare le loro proposte, precisa il Comune in una nota.

L’Isola Madre risale all’antichissimo insediamento sorto sul promontorio della città tra i due mari. Taranto fu fondata nel 706 a. C.. L’Isola Madre tuttavia potrebbe risalire addirittura all’età del bronzo. Già colonia greca più che fiorente, Taranto fu poi conquistata dai romani.

Nel 927, più di un millennio dopo, i Saraceni la distrussero. Ma i Bizantini la ricostruirono qualche decennio dopo, grazie all’imperatore bizantino Niceforo II Foca. Il quale mise al lavoro architetti greci che disegnarono, a difesa del borgo, quei vicoli strettissimi che ancora oggi la caratterizzano. Vicoli che rendono difficile il passaggio a più di una persona per volta.

“Il fascino di Taranto e della sua storia è un potente attrattore”, sottolinea il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, evidenziando già un interesse “proveniente da tutto il mondo”. “Un euro – spiega – è un contributo simbolico per un obiettivo epocale. Quello di ripopolare dopo decenni la Città Vecchia, la nostra Isola Madre”.

Il Comune stilerà una graduatoria delle proposte che potranno avere successo in base a tre parametri principali. Ovvero: ecosostenibilità, destinazione progettuale e contratto di sponsorizzazione. Gli aggiudicatari avranno un anno di tempo per avviare il cantiere”.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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