Diagon Alley, bacchette e burrobirra: chi di noi non ha sognato, almeno una volta, di camminare per quella strada, farsi consigliare una bacchetta da Olivander e sorseggiare una burrobirra? I babbani, probabilmente, non sanno di cosa si parli; ma chi ha sentito forte e chiara la chiamata di J.K. Rowling ha indossato il mantello, inforcato gli occhialetti tondi ed è montato sulla scopa alla volta di Hogwarts, per non guardarsi più indietro.
A lei, a una delle donne più ricche e famose, si deve tutto questo: J.K. Rowling. Impensabile come una sola persona sia riuscita a creare da zero, in un momento di disperazione, un intero mondo. Una Londra abitata da maghi e immersa in una realtà lontana dal traffico e il dinamismo di una delle città più produttive e stakanoviste al mondo. Niente City, niente abiti da lavoro; solo mantelli, scope e bacchette. Chi ha letto i libri e visto i film saprà che le atmosfere sono profondamente legate alla Londra di Shakspeare; in cui c’è poesia, incanto e fantasia. In cui c’è amore: perché J.K. ha vissuto e creato per amore.
C’è un bambino di undici anni che abita nella periferia londinese e che non sa di essere l’unico in grado a poter salvare il mondo dalla magia oscura di Lord Voldemort. Esattamente così come c’è una donna in pub di Edimburgo che non sa di star scrivendo una delle saghe più potenti e fortunate di sempre. J.K., infatti, all’epoca, era una mamma single, che scriveva perché le sembrava l’unico modo per andare avanti. Ogni giorno, nello stesso pub, osservava i clienti, dalle vetrine i passanti e le viuzze caratteristiche e scriveva. Inventava. Aspettava che quel suo status di scrittrice smarrita tra le parole prendesse una forma diversa, che tutto il dolore per il divorzio e la vita in solitaria non fosse vano. Quando poi si è accorta di avere tra le mani qualcosa di più che un semplice sfogo, un semplice racconto, ha avvertito l’esigenza di vederlo pubblicato.
Ebbene, sono dodici le case editrici che hanno rifiutato quella perla. J.K., però, ha combattuto, un po’ come Harry quando ha capito di essere davvero il prescelto, ma molto spesso non è stato creduto. Un’analogia forse banale, ma quando qualcosa c’è, la forza è tangibile, alla fine viene fuori e non puoi fare altro che ammettere di essere stato poco lungimirante. Il mondo dell’editoria ha dovuto ricredersi; gli scettici riguardo al prescelto hanno dovuto fare marcia indietro.
Oggi Rowling compie cinquantacinque anni e sorride. Ci riesce perché non ha lasciato nulla di intentato, perché ha pubblicato Harry Potter e la pietra filosofale sperando che anche solo un bambino entrasse nel suo mondo magico. Sorride perché, invece, lo hanno fatto milioni di persone in tutto il mondo. Oggi è una delle donne più ricche e influenti; il suo oscuro passato non esiste, o meglio, è forse accantonato nel Pensatoio di Albus Silente e da lì non esce più.
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