Coronavirus, Italia chiusa almeno fino a Pasqua: il calendario delle riaperture

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Le drastiche misure di contenimento alla diffusione del coronavirus stanno dando i loro frutti. In Italia si continua a registrare nuovi contagiati ogni giorno ma l’aumento è via via minore in percentuale. Rallenta, cioè, la “corsa” del virus. Tuttavia le misure restrittive che ci obbligano a stare chiusi in casa andranno avanti almeno fino al 12 aprile, il giorno di Pasqua.

Proroga dei blocchi in aprile

Il premier Giuseppe Conte è pronto ad annunciare la proroga dei blocchi. Ciò grazie a un nuovo decreto successivo a un Consiglio dei ministri, forse già domani, mercoledì, o giovedì 2 aprile. La conferma sul prolungamento è arrivata dal ministro della Salute, Roberto Speranza. “Nella riunione del Comitato tecnico scientifico è emersa la valutazione di prorogare tutte le misure di contenimento almeno fino a Pasqua. Il governo si muoverà in questa direzione”.

Un reddito di emergenza

Il governo intanto lavora per accelerare sul decreto di aprile. Nuove misure economiche potrebbero contemplare l’avvio di un reddito di emergenza. Ma, sulla misura caldeggiata in primis dal M5s, il rischio è che si apra una nuova frattura interna all’esecutivo.

Riattivare le filiere

Si progetta comunque, fin da ora, la riapertura delle attività commerciali e produttive. Pena, per il nostro Paese, lo sprofondare in una nuova recessione molto dura. Ci vorrà gradualità. Così il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, intervenuto a Radio 24: “Sulla riapertura delle attività produttive è difficile pesarla per territori e più facile ragionare per filiere”. Questo consentirebbe di “non creare asimmetrie tra le varie regioni”, ha spiegato Patuanelli. Il ministro comunque sottolinea che “parlare dei tempi di riavvio delle attività produttive oggi “è prematuro, serviranno ancora settimane”.

Il picco dei contagi forse fra dieci giorni

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, tenendo conto dell’ipotesi del viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri che il picco possa arrivare “nel giro di 7, 10 giorni”, servirebbero comunque altre 2-3 settimane per le prime riaperture.

Riaprire? Sì ma attenzione ai contatti umani

Ma bisognerebbe comunque fare molta attenzione ai contatti tra le persone. Per questo finirebbero in fondo alla lista delle riaperture discoteche, pub, bar e ristoranti, eventi, sale convegni. Resterà grande attenzione alla distanza tra i clienti, che dovrà essere sempre di almeno un metro. Secondo quanto ipotizza il quotidiano La Repubblica sarà una ripartenza lenta, anche perché il governo teme i ponti di primavera. Ragion per cui la vera ripartenza potrebbe avvenire solo dal 4 maggio in poi.

Codogno (Lodi), primo paese in Italia a registrare un caso conclamato di coronavirus, il 21 febbraio

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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