L’industria dello streaming è assolutamente affollata di servizi ora come ora e Spotify lo sa bene. I suoi diretti avversari sono titani come Apple, Google, Amazon, Tidal e la temutissima Resso, app di TikTok che promette di dare filo da torcere a tutti. Spotify sceglie allora di “cambiare musica” e corre ai ripari. Come?

 

Spotify: “Cambieremo la nostra reputazione di servizio di streaming musicale”

È da un po’ che il direttore della piattaforma, Dawn Ostroff, ne parla in realtà, ma da adesso l’investimento è reale: Spotify punta sui podcast. Già entro la fine del 2019 Spotify, nata nel 2006 a Stoccolma, investirà più di 500 milioni di dollari per acquisire società collegate ai podcast. Fra i grandi nomi si conoscono già Anchor, app per la creazione dei podcast, e Gimlet, uno dei maggiori produttori di podcast: entrambe costano 340 milioni di dollari.

Spotify non ha idea se il suo investimento pagherà, ma è pronta ad accettare il rischio e cambiare rotta, come ha dichiarato alla CNN. La volontà è quella di cambiare per sempre la propria “reputazione di servizio di streaming musicale”. Già dal 13 dicembre la piattaforma aveva cominciato ad attivarsi sui podcast: il servizio streaming, esattamente come per le canzoni, ha iniziato a consigliare i podcast secondo i gusti degli utenti. E se non ascolti podcast? Non c’è problema, nasce la nuova icona dal titolo “Ottieni i podcast per te”: attraverso la scelta di alcuni argomenti preferiti, Spotify calcolerà gli interessi e consiglierà il podcast ideale per l’utente.

Al momento la nuova funzione per ottenere i podcast personalizzati è disponibile solo nella versione free di Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Brasile, Germania, Svezia, Australia, Messico, Irlanda e Nuova Zelanda, ma è molto probabile che venga aggiunta anche in altri Paesi.

 

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