Nel lessico comune la bellezza prende forma attraverso la considerazione soggettiva inerente a quello che più piace. Fin dall’antichità, la bellezza accompagna l’uomo come se fosse una ricerca quotidiana dell’estetica, tramandata nel tempo attraverso aforismi scritti da artisti e pensatori. Non sono pochi i filosofi che hanno dedicato il loro tempo e studio nel dare una definizione concettualmente universale.
La modernità ne ha plasmato il significato e, ad oggi, sono molti coloro che si affidano a mani sapienti per raggiungere la dimensione estetica che più si desidera avere. Uno dei professionisti più noti che l’Italia possa vantare è il professor Giulio Basoccu.
Affermato chirurgo plastico, il prof. Basoccu vanta oltre trent’anni di esperienza nel settore della chirurgia estetica, a livello nazionale e internazionale. Laureato nel 1993 con il massimo dei voti, si specializza dopo sei anni nel campo della chirurgia plastica. Da qui l’inizio di una brillante carriera, che lo vede poi insegnare presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Successivamente responsabile della Divisione di Chirurgia Plastica Estetica e Ricostruttiva, presso l’Istituto Neurotraumatologico Italiano di Grottaferrata.
La sua spiccata professionalità e sapienza si sviluppa nel cuore di Roma. Una delle sfide più importanti per la quale il prof. Basoccu ha dedicato forza e tenacia, è stata la fondazione dello Studio Medico Basoccu, una realtà che esprime eccellenza nel campo estetico. Il chirurgo plastico insieme al suo staff cerca di rendere il centro come punto di riferimento per la chirurgia estetica italiana. Una notevole ambizione dai risultati certificati. Infatti lo studio è ben conosciuto anche da personaggi del mondo dello spettacolo e politico.
Velvet Mag ha avuto il piacere di intervistare il professor Giulio Basoccu, noto anche come il chirurgo plastico dei vip. Insieme abbiamo scoperto cosa rappresenta il bisturi e come la bellezza sia sinonimo di armonia.
La bellezza per me, innanzitutto, è equilibrio. Il mio lavoro impone in qualche modo di dedicarsi esclusivamente alla forma estetica, quindi alla bellezza intesa come semplice aspetto esteriore. Proprio per questo tutti i giorni cerco di tenere a mente che la bellezza, invece, è in realtà equilibrio tra interiore ed esteriore.
No, non posso certo dire che sia stato un percorso facile. Non vengo da una famiglia di medici e quindi mi sono ritrovato in un ambiente che mi era decisamente estraneo da tanti punti di vista. Ma in me era così forte il desiderio di diventare un chirurgo plastico che gli ostacoli si sono in qualche modo ridotti di “ampiezza”.
Sicuramente il mio carattere e il mio modo d’essere, mi hanno dato un grande mano in questo: la determinazione mi è servita per trasformare un percorso non facile in uno fortemente voluto e desiderato. Oltretutto la mia è una professione che mi ha permesso da subito di viaggiare, conoscere molte persone, fare insomma quelle esperienze che qualsiasi studente e giovane professionista non può che desiderare.
Direi che sì, ho incontrato tante difficoltà, ma ho anche raccolto da subito tante soddisfazioni lungo il percorso.
Sì è vero c’è tanta responsabilità, tanta etica professionale che si scontra continuamente con richieste di pazienti che semplificano, che non colgono in quello che facciamo il valore dell’equilibrio, il valore estetico, il valore della misura e, soprattutto, il valore del rischio. Questo vuol dire spesso che è necessario in qualche modo limitare e controllare il paziente per “contingentare” quelle che sono le richieste.
Direi che un chirurgo estetico non dovrebbe mai osare, bensì avere lucidamente chiara quella che è la misura giusta di ciò che va a fare e rispettare questo limite con grande determinazione.
Diciamo che la chirurgia estetica di per sé, come spesso si dice, dà dipendenza e quindi può accadere che il paziente inizi a soffrire di quella che lei chiama “bulimia estetica”. In realtà questo avviene con più facilità per trattamenti semplici, a volte banali, più che per pratiche complesse come gli interventi.
Non si diventa bulimici della grande chirurgia, ma si può diventare bulimici anche di una fiala di ialuronico per le labbra. Quindi si deve avere attenzione verso i pazienti che abbiamo di fronte, alla loro età, alla loro maturità. Ma anche alla loro determinazione già da quando ci chiedono “solo” di fare un filler.
Il senso della misura ed il limite che il paziente deve avere, gli deve essere stimolato e inculcato già dall’inizio.
Nel mio studio, come un pò in tutti gli studi di chirurgia estetica, il trattamento chirurgico più richiesto è l’intervento per aumento del seno. Mentre dal punto di vista dei trattamenti estetici, ancora oggi, quelli che facciamo più frequentemente sono le infiltrazioni di botulino e di acido ialuronico alle labbra.
Beh in realtà una gara tra i vip e la gente non popolare c’è già. Sul chi siano i vincitori…. La risposta non è scontata come sembra. Diciamo che, oggi la chirurgia estetica si è tanto avvicinata alla gente “comune”, al ceto medio, ai giovani. E se si dovesse veramente gestirla come una vera competizione, sicuramente avrebbero la meglio le persone comuni, che fanno tanto uso e tanta richiesta di chirurgia e di medicina estetica.
Direi che i vip in realtà fanno un uso di chirurgia estetica molto simile a quello delle persone cosiddette normali. Forse quello che si può notare è che, chi vive il mondo della televisione solitamente è molto preoccupato dai fenomeni di invecchiamento. Quindi gli interventi richiesti sono appunto quelli di ringiovanimento, ovvero i lifting e tutto ciò che c’è intorno.
Il libro è stato sicuramente una bella esperienza in cui ho raccontato e soprattutto mi sono raccontato, dandomi la possibilità di ricordare bellissime esperienze e situazioni che mi è capitato di vivere nel corso della mia professione. Tanti aneddoti, tutti divertenti, particolari o comunque memorabili.
Se ce ne è uno che ricordo in particolare? Non posso dimenticare il giorno in cui si presentò da me un sedicente giornalista. Mi guardò negli occhi, tirò fuori dalla tasca un rotolo di banconote, lo mise sul tavolo e mi disse:
«Professore, sono qui da lei perché so che è molto bravo, voglio che finalmente mi faccia diventare bello».
Come questo tanti altri momenti della mia carriera mi hanno lasciato ricordi talvolta divertenti, talvolta romantici e perché no, anche malinconici. Questo perché il rapporto di un chirurgo plastico con il paziente diventa spesso molto umano, personale e intimo e si finisce per vivere e condividere esperienze spesso indimenticabili.
E’ difficile prevedere quale sarà ovviamente il futuro della chirurgia estetica e soprattutto con quale mezzo chirurgico verrà affrontata.
Oggi le due frontiere che mi vengono in mente, sicuramente più interessanti, sono da una parte quelle relative all’utilizzo delle cellule staminali, con le quali già ci confrontiamo ogni giorno, ed il cui utilizzo fornisce grossi risultati che sicuramente vedranno un’evoluzione enorme nella loro applicazione.
Dall’altra parte l’uso dei robot in chirurgia. Quindi degli strumenti robotizzati che permetteranno di rendere sempre più precisa, minuziosa e sicura anche la chirurgia plastica ed estetica. Come già accade in tante altre specializzazioni.
Il professor Giulio Basoccu e la sua equipe di medici specializzati saranno lieti di ricevere qualsiasi richiesta in merito ai trattamenti di chirurgia plastica ed estetica. Di seguito le informazioni per contattare lo Studio Medico Basoccu:
Via Di Campo Marzio 69 Roma (Rm) , 00186 Italia
Tel: 06 6780188 – 800 401722
info@studiobasoccu.com
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