Cinema

RomaFF14, “Limes-Smile” di Ylenia Politano: mamma e regista, tra stupore e ironia [ESCLUSIVA]

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Giornate di rassegna intensa, quelle della 14^ edizione della Festa del Cinema di Roma. Ancora una volta, oltre i film in Selezione Ufficiale, il panorama della Sezione Autonoma “Alice nella Città” propone un’offerta di opere prime e non che catalizzano l’attenzione di spettatori e critica.

Tra le ‘chicche’ di questa nuova edizione in corso, che grazie al suo esordio con i fiocchi grazie all’anteprima europea di Maleficent 2, lunedì 21 ottobre alle ore 16:30, presso la sala Tim Vision, segnaliamo “Limes-Smile” di Ylenia Politano.

“Limes-Smile”, cinema per la scuola

Cinque istituti superiori sono stati coinvolti in un racconto corale, ambientato tra i banchi di scuola, con una narrazione che supera di gran lunga il perimetro scolastico. Le storie di alcuni adolescenti si incontrano in un discorso più articolato su libertà, immigrazione ed inclusione. 

Il cortometraggio è stato realizzato grazie ai fondi del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Ministro dei Beni e le Attività Culturali e del Turismo nell’ambito del progetto A4- Visioni Fuori-Luogo- Cinema per la Scuola”.

Quattro storie diverse, accomunate dal bisogno di incontrarsi, nell’irripetibile e delicatissima età dell’adolescenza. Così Precious, ragazza nigeriana sopravvissuta ad un lungo viaggio verso l’Italia, incontrerà Mattia, giovane studente che sogna un futuro da ingegnere mentre è costretto sulla sedia a rotelle; anche William sogna, e vorrebbe un’amicizia da romanzo nonostante la sua forte irascibilità, mentre Carlo impara a comunicare senza troppe parole, superando i limiti del suo ritardo mentale, linguistico e motorio.

Il film è il risultato di un lungo confronto tra gli studenti (circa 100 in totale) di varie classi di cinque istituti superiori italiani tra Roma, Salerno, Cosenza, Potenza e Lecce. Il progetto, nato dall’idea dei professori Andrea Piersanti e Mariarosaria Lattari dell’I.I.S. Gaetano De Sanctis di Roma, ha trovato espressione tramite la troupe di formatori e creativi della produzione Controluce. Il supporto di Alessio Di Clemente, a guidare i ragazzi nell’esperienza del set lavorando su improvvisazione e acting, li ha condotti in ultima fase verso la regia di Ylenia Politano in un esperimento tra documentario e mockumentary.

Ylenia Politano: “I miei tre figli sono stati tra i primi spettatori”

Lavorare con i ragazzi è tutt’altro che un gioco da ragazzi, e Ylenia Politano ne parla con sensibilità e perfino con un po’ di stupore, nonostante sia tre volte mamma. Che si tratti di figli o di studenti, la sfida rimane quotidiana e trasversale, ma nel cortometraggio, grazie anche ad un’insolita dose d’ironia, l’esperimento ha individuato un linguaggio accessibile a tutti.

VELVET: Ylenia, com’è stato entrare nelle dinamiche della scuola da regista anziché da madre?

YLENIA POLITANO: È stato spiazzante. Mi sono resa conto che quando diventiamo “adulti”, anche avendo dei figli, perdiamo il contatto con la dimensione reale e intima dei ragazzi. Questo lavoro mi ha permesso di scoprire una “gioventù” molto più interessante e profonda di quella che siamo abituati a “giudicare”.

VELVET: E pensi che il tuo sguardo da mamma sia stato uno strumento in più per approcciare il film?

YP: Essere madre certo mi dà una certa consapevolezza nell’approccio, ma in questo caso ho la sensazione di aver imparato più io da loro che il contrario!

VELVET: Per spostarci sull’altra faccia della medaglia: i tuoi bimbi hanno visto il film? Se sì: da studenti che feedback ti hanno dato?

YP: I miei tre figli sono stati tra i primi spettatori, e sono sempre molto oggettivi e critici. Questa volta mi ha colpito il fatto che dopo averlo visto una volta si ricordassero nomi e storie, sono stati spettatori attenti, ed hanno empatizzato molto con le varie linee narrative. Hanno iniziato a farmi molte domande, suo temi trattati, e questo mi ha dato la misura del fatto che abbiamo fatto un buon lavoro, cioè provocare stimoli e riflessioni, in adulti, insegnanti e studenti.

Chiara Del Zanno

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