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Taste of Rome 2019, i piatti più fantasiosi dell’ottava edizione [intervista video esclusiva]

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Si è conclusa l’edizione 2019 di Taste of Rome, per precisione l’ottava e si fanno i primi bilanci dei gusti e dei sapori dei piatti in proposti. Quest’ anno il treit d’union delle degustazioni elaborate dagli chef stellati è stato il colore. Il rosso, l’arancione, il nero, il verde e il bianco sono stati gli spunti che gli chef protagonisti di questa kermesse del buon mangiare hanno servito arricchiti da innovazione e carattere. Nella video lo Chef Stefano Marzetti del ristorante Mirabelle sullo sky floor dell’Hotel Splendid Royal.

Uno dei protagonisti di quest’anno, veterano del Taste of Rome, è Stefano Marzetti del Mirabelle Restaurant. Stefano ha scelto come colore l’arancione e a rappresentare questo colore vivo, pieno di forza, caldo, gioioso ha presentato il “Mangiarancio” di foie gras con pan brioche al carrubbe.

Il “mangiarancio”, un gioco di parole e colore, è un piccolo finto arancio che racchiude al suo interno una mousse di foie gras d’oca marinata con succo di arancia, grand marnier, sale e pepe per diciotto ore e cotta poi a bassa temperatura a vapore a 93 gradi per mezz’ora, glassata poi con una gelée all’arancia. Accompagnato “all’agrume” un pan brioche al carrubbe lievitato per quarantotto ore che ricorda i profumi e i sapori del cacao

I piatti dello Chef Stefano Marzetti presentati a Taste 2019

Menù Stefano Marzetti Taste of Rome 2019

  • •Gamberi rossi ai cereali, chutney di ananas e cipolla alla brace
  • •Gnocchi al basilico, burro affumicato, spuma di yuzu e bottarga di tonno
  • •Brexit cake
  • •Mangiarancio di foie gras con pan brioche la carrube [PIATTO TEMA TASTE OF ROME – ARANCIONE]

Gamberi rossi ai cereali, chutney di ananas e cipolla alla brace, un piatto divertente, giocoso: è uno spiedino dove la croccantezza del gambero in tempura di cereali misti e mandorle a filetti, si mescola alla piccantezza della chutney di ananas e alla dolcezza delle cipolle rosse marinate nell’aceto di xeres e passate sulla brace.

Un primo piatto, gli Gnocchi al basilico, burro affumicato, spuma di yuzu e bottarga di tonno: si tratta di gnocchi verdi fatti a mano con basilico e spinaci, con patate viterbesi gialle, mantecati con un burro di Normandia affumicato sul barbecue, dei germogli di basilico, polvere di basilico e spinaci più una spuma di yuzu, un limone giapponese molto aromatico per sgrassare ilpiatto.

Infine un tocco di sapidità viene data con una bottarga di tonno di Cetara grattugiata fresca. Come dolce Stefano presenta la Brexit Cake, una rivisitazione dello chef della zuppa inglese arricchita con i lamponi.

Scoprire Stefano Marzetti è come aprire un libro dove ogni pagina racconta una parte di vita, dove ogni episodio può essere letto ed interpretato in tanti modi, con mille sfaccettature.

“La cucina è un pó come Roma, ci sono nato e cresciuto – racconta lo chef – ma tutt’ora quando torno a casa in bicicletta, magari di notte dopo aver lavorato, scopro sempre degli angoli che non avevo notato fino a quel momento. Ecco è proprio così la cucina, una continua sorpresa per me e anche per chi la assaggia. Il mio è uno dei lavori più belli al mondo, faccio star bene le persone: non sono un chirurgo, non salvo vite, rendo piacevoli dei piccoli momenti e per me è una grande cosa. Regalare emozioni, unire momenti magici, momenti senza tempo, essere partecipe di quella piccola gioia per me è tutto.”

L’elemento tempo è al centro della filosofia di cucina di Stefano Marzetti. Il tempo è prezioso e dedicarlo a qualcuno o a qualcosa è un regalo inestimabile: è la ricchezza più importante che abbiamo e valorizzarlo è fondamentale nella vita di ognuno.

La cucina di Stefano Marzetti è, inoltre, una cucina di ricerca delle materie prime che si realizza attraverso un confronto con fornitori e piccoli produttori per creare dei piatti con grandi esplosioni di gusto che coinvolgano ogni senso.

Il suo piatto iconico, le “Eliche cacio e pepe e ricci di mare”, è un inno alla romanità, al territorio laziale e, insieme, al suo amore per il sud e il mare. I ricci, così rari e delicati (sempre e solo appena pescati), l’aneto un profumo della sua terra natale, la Germania, che dona grande freschezza, la delicatezza del pepe Sarawak insieme al morbido grasso del formaggio, sono il cuore di un piatto che deve arrivare a toccare le corde di piacevolezza più profonde nell’anima di chi lo sta gustando. E’, davvero, il suo piatto d’autore!

Sofia Petti

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