Cani e gatti fantasma in un canile: la scoperta scioccante

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Cani e gatti fantasma in un canile. La scoperta scioccante è stata fatta da poche ore e sul caso erano state aperte delle indagini da poco concluse. Non si tratta di una racconto dell’orrore, né di fantascienza, ma siamo di fronte ad un fatto realmente accaduto. Si parla di fantasmi, per dire: inesistenti, non veramente in vita. O semplicemente falsamente notificati.

Il Comune pagava per animali inesistenti. Per altri cure e cibi inadeguati“. Così il Pm, ha concluso le sue indagini sul canile di La Spezia, che per anni aveva notificato un numero di cani e gatti, non realmente presenti all’interno della struttura.

L’indagine sui cani e gatti fantasma

Nel 2016, erano esplose le polemiche dei volontari, che lamentavano di non comparire dalla nuova gestione del canile. Nel 2017, ha avuto inizio l’inchiesta, che menzionava anche fatti di presunta violenza e maltrattamento, sui cani e gatti, presenti nella struttura. Oggi finalmente l’indagine è stata conclusa e sono almeno cinque gli avvisi di condanna, con ipotesi di gravi reati. Tra questi: l’ingiusto profitto in danno del Comune, per animali pagati ma non presenti all’interno del canile. La Procura avrebbe infatti accertato, attraverso verifiche della polizia municipale e della guardia di finanza, la mancata corrispondenza fra il numero di gatti presenti al canile e la cifra liquidata mese dopo mese dall’ufficio tutela animali.

I reati commessi e le incongruenze

All’epoca in cui era scaturita l’indagine, era stato scoperto, che nel canile si trovavano cani siciliani, non dichiarati e non inseriti nel data base della sanità veterinaria spezzina. L’allora consigliere regionale, aveva infatti dichiarato: “Erano entrati cani da altre regioni, senza le garanzie sanitarie che derivano dall’osservanza delle linee guida nazionali”. Alla scoperta che il Comune pagava fino a sessanta gatti quando ce n’erano meno di venti, Anta, la onlus che gestiva il canile del Comune, aveva detto di averne detenuti numerosi, malati e anziani, in un appartamento fino al 2015. Animalcoop sosteneva invece l’esistenza di una colonia nel bosco. Incongruenze, che hanno richiesto chiarimenti, fino ad arrivare alla scoperta scioccante.

Non solo cani e gatti fantasma, ma anche maltrattamenti

E come se i reati commessi, non fossero già sufficientemente gravi, a questi si aggiungono quelli dei maltrattamenti. Cani e gatti denutriti e privi di cure mediche di base. Nonostante il diverso cambio di gestione della struttura, le condizioni degli animali sono rimaste precarie, fino all’intervento della giustizia. Oggi infatti dopo la conclusione delle indagini, gli animali si trovano affidati a strutture competenti, che si prenderanno cura di loro e dei fondamentali bisogni delle creature.

Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & PetsMessinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Segui Francesca su Instagram Segui Francesca su Linkedin

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