Il mistero del mostro di Loch Ness, i ricercatori svelano di cosa si tratta

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Diversi avvistamenti, anche negli ultimi mesi, continuano a tenere vivo il mistero del mostro di Loch Ness. Ora parlano i ricercatori che svelano di cosa si tratta. Una creatura reale, non un’illusione o un animale mitologico, ma una specie realmente esistente in natura. Sono queste le supposizioni che vengono dedotte da uno studio condotto, da alcuni scienziati di un’Università della Nuova Zelanda.

Il mostro di Loch Ness, esiste veramente? Pare che che un gruppo di ricercatori guidato da Neil Gemmel, un genetista dell’Università di Otago, a Dunedin, in Nuova Zelanda, possa addirittura spiegare la natura. Il ‘mostro’ avvistato per la prima volta addirittura nel VI secolo d.C., potrebbe essere semplicemente un grande rettile acquatico.

Il mostro di Loch Ness discende dal plesiosauro?

Uno studio che ha fondamenta biennali, quello condotto dai ricercatori dell’Università della Nuova Zelanda. Nel giugno 2018, gli scienziati hanno analizzato e sequenziato i Dna di 250 campioni d’acqua raccolti nelle profondità del lago scozzese. Dai dati raccorti, gli studiosi, hanno identificato circa 500 milioni di sequenze, che hanno poi confrontato con vari database di tutti gli esseri viventi conosciuti (piante, insetti, pesci e mammiferi). Lo studio è stato approfondito e i campioni raccolti oltre 3000. Dna umano, di cane, di pecora, di bestiame, ma anche di fauna selvatica locale come cervi, tassi, volpi e molte specie di uccelli. Tuttavia ciò che risulta interessante e particolarmente rilevante dallo studio, è che i ricercatori, non hanno trovato alcuna traccia di un Dna di creature appartenente alla specie del plesiosauro. Sarebbe questa la specie alla quale il mostro di Loch Ness, si pensava (fino ad ora) potesse appartenere.

Nessie: ecco a che specie potrebbe appartenere

Lo studio condotto dai ricercati dell’Università della Nuova Zelanda, permette inoltre di escludere altre ipotesi di pesci giganti. Gli studiosi, affermano piuttosto: “Abbiamo, invece, osservato una quantità significativa di Dna di anguille“, ha spiegato il professor Gemmel, che ha supervisionato la ricerca. Il genetista, ha poi aggiunto che non si potrebbe escludere la possibilità che nel lago di Loch Ness, si potrebbero trovare esemplari giganti. Nonostante si tratti ancora di un’ipotesi da verificare, i ricercatori neozelandesi, sono soddisfatti del database costruito. E dall’Università di Otago, sperano presto di poter avere risposte più concrete, sulla creatura che da secoli, popola il leggendario lago delle Highland, divenuto tra le mete più visitate della Scozia.

Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & PetsMessinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Segui Francesca su Instagram Segui Francesca su Linkedin

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