Plastica, cinque modi per ridurla nella vita di tutti i giorni

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Posate, piatti da pic nic, cannucce, cotton fioc e bastoncini di plastica per palloncini. Scordiamoceli presto. Non faranno parte della nostra vita quotidiana a partire dal 2021. Come è noto, infatti, il Consiglio di Stato dell’Unione Europea ha approvato la legge che era stata proposta dal Parlamento europeo per vietare, dal 2021, la vendita di alcuni prodotti di plastica usa e getta.

La direttiva stabilisce, inoltre, un obiettivo di raccolta del 90% per le bottiglie di plastica entro il 2019, attraverso l’introduzione di sistemi di cauzione sul modello di quelli già previsti per il vetro. Ma cosa possiamo fare, noi semplici cittadini comuni, per ridurre l’uso della plastica nella vita di tutti i giorni? Piccoli ma efficaci gesti da stili di vita quotidiani, sottolinea la comunità di Nonsprecare.it, esistono e possono aiutarci.

Via cannucce e buste della spesa

In primo luogo eliminiamo dai nostri consumi oggetti come le cannucce. Anche nei bar. Ma non fermiamoci qui. C’è la possibilità di fare la spesa ogni giorno portandosi da casa sacchi o contenitori di tela in grado di eliminare completamente dalla nostra vita le buste di plastica. Inutile stare a discettare se siano “ecologiche” perché “biodegradabili” come quelle piccole e sottili utilizzate per gli alimenti: meglio azzerare il problema in partenza. La spesa al supermercato, detto in altre parole, è assolutamente possibile – ed è meglio per l’ambiente – farla senza il presunto insostituibile supporto del contenitore plastificato di varie dimensioni.

Posate “brutte” addio…

Le posate? Oltre a essere molto inquinanti, quelle in plastica sono anche esteticamente discutibili, per non dire orrende. Superiamo la presunta “comodità” di tali oggetti, e sforziamoci di prevedere, anche quando ad esempio usciamo con gli amici per una gita fuori porta o compiamo un’escursione con pranzo al sacco, di portarci dietro sempre adeguate posate metalliche da casa.

Meglio il “chilometro zero”

Occorre come terza mossa: mutare progressivamente le abitudini di spesa. I mercatini a chilometro zero – cioè con prodotti locali – sono preferibili alla grande distribuzione dal punto di vista della riduzione della plastica. C’è minor trasporto e quindi minor uso di involucri, ad esempio. Ma questa è anche una scelta di tipo ecologico più ampio, nel rispetto della natura e della presenza sui banchi dei frutti di stagione. Se ci riusciamo, poi, utilizziamo i pannolini lavabili per i bambini. Sempre meglio di quelli industriali, parecchio inquinanti.

L’acqua del “sindaco”… nel vetro

Eliminare l’acqua minerale in bottiglie di plastica: le sostanze di questo genere di contenitori se sottoposte a ore di sole durante i trasporti delle merci, rilasciano scorie. Molto più sano e igienico il vetro. Che può essere adoperato per l’acqua minerale, naturalmente, ma al tempo stesso per la cosiddetta acqua del sindaco.

Sentiamoci parte di una buona battaglia

Diamo però anche noi qualche buon esempio di virtuosa vita quotidiana. Se il salumiere per un etto di prosciutto ci riempie di plastica, sottolinea Antonio Galdo, giornalista, scrittore e fondatore di Nonsprecare.it, tra fogli e buste, avvisiamolo con garbo: No, grazie!

Photo credits: Twitter / Facebook

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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