Agosto sta finendo e nell’aria già si avverte un pizzico di malinconia. La voglia di guardare un bel film però non passa mai, soprattutto quando bisogna iniziare a salutare la stagione più intensa dell’anno.

E se a Natale la tradizione ci riporta ogni anno di fronte alla magia de “Il Grinch”, alle disavventure del piccolo Kevin in “Mamma ho perso l’aereo”, oppure al romanticismo al vischio di “Love Actually”, anche l’estate merita la sua classifica di film ideali.

Ecco il podio dei cult estivi che, ambientati in inverno… forse non sarebbero diventati cult!

DIRTY DANCING – BALLI PROIBITI (1987)

Quando si parla di film cult è impossibile mettere Dirty Dancing in un angolo. L’estate di Baby è stata il sogno proibito di almeno tre generazioni di donne. Ambientato in un villaggio turistico delle Catskill Mountains (Stati Uniti orientali), il film è stato fortemente condizionato dalle sue atmosfere estive.

La magia “alla Dirty Dancing” si insinua proprio nei suoi dettagli estivi: il rumore dei grilli e delle cicale a fare sempre da background sonoro, i giochi di gruppo di fronte al lago, i look vacanzieri tipici del 1963, le famose scene in acqua tra Jennifer Grey e Patrick Swayze, la trovata del cocomero e soprattutto i corpi sempre sudati e accaldati di una nuova classe di giovani, intenta a scoprire il sesso nella clandestinità di certi “balli proibiti”. E quell’abbronzatura dorata sugli attori? Le riprese del film si sono svolte dal 5 settembre al 27 ottobre 1986, questo spiega la loro pelle ancora “baciata dal sole”.

In realtà il villaggio in cui è stato girato il film si trova a Pembroke, in Virginia. Il resort Mountain Lake fu la principale location di un film a budget ridotto e con attori pressoché sconosciuti. Uscito nelle sale americane nell’agosto del 1987 (solo a novembre in quelle italiane), Dirty Dancing registrò invece un clamoroso successo di pubblico, diventando il primo film in assoluto a vendere oltre 1 milione di copie in home video.

VACANZE ROMANE – ROMAN HOLIDAY (1953)

Interamente girato a Roma, tra gli esterni e Cinecittà, le riprese di Roman Holiday si svolsero da agosto del 1952 fino a settembre dello stesso anno. Non è stato certo il bianco e nero a limitare il look completamente estivo del film.

Piazza San Pietro, il Pantheon, via delle Quattro Fontane, la Bocca della Verità, Castel Sant’Angelo, Fontana di Trevi, Piazza di Spagna, Piazza Venezia, il Colosseo, il Lungotevere, via Margutta, via dei Fori Imperiali, Palazzo Brancaccio, Palazzo Colonna: Audrey Hepburn e Gregory Peck hanno letteralmente attraversato tutta Roma nello storico film di William Wyler.

Una carrellata di location che hanno fatto del film un tour iconico nella Capitale, turistico e insieme radicato in quella romanità popolare degli anni Cinquanta, che d’estate s’accendeva ancor di più. Non è un caso che le riprese del film abbiano coinvolto, nell’estate del ’52, migliaia di romani. Con il sole che picchiava forte in pieno agosto, i cittadini ebbero l’occasione di interagire con troupe e cast, seguendoli spesso nei loro spostamenti.

I gelati, il mercato, la fuga di Audrey dietro il furgoncino delle bibite, i primi palpiti ballando sul barcone di un Tevere notturno, il primo bacio sulle sponde del fiume… e poi quei celebri giri in Vespa, con una Roma estiva e deserta che sfilava sotto lo sguardo stupito e candido della Hepburn.

Costato 1.500.000 dollari, Vacanze Romane ne incassò poi 12.000.000 in tutto il mondo, ma soprattutto rese celebri l’esordiente Audrey Hepburn e la mitica Vespa Piaggio.

LAGUNA BLU – THE BLUE LAGOON (1980)

Il titolo, la locandina e le location basterebbero a raccontare tutto. Girato tra la Giamaica e l’arcipelago delle isole Yasawa, collocato nelle isole Fiji, Laguna Blu ha conquistato la generazione degli anni Ottanta. Il fascino esotico, erotico e selvaggio del film sta proprio nell’impressione di una vita sempre estiva, in cui il pericolo, la libertà e la sessualità non conoscono tregua.

Le straordinarie location del film si trovano nel sud dell’Oceano Pacifico: Nanuya Lailaie Nanuya Levu sono dei vari paradisi terrestri di origine vulcanica, difficilmente raggiungibili.

La produzione del film invece ha girato proprio lì, con un budget limitato a soli 4,5 milioni di dollari e ben 5 mesi di riprese, in condizioni spesso estenuanti, dormendo in tenda e senza acqua potabile.

Una fatica nascosta dietro gli scenari paradisiaci che, insieme ai corpi nudi dei giovani protagonisti, ai primi piani incrostati di sale e alle pelli scottate dal sole, hanno fatto di Laguna Blu un inno erotico e primitivo al romanticismo.

Vietato ai minori di quattordici anni, accusato di pornografia infantile (Brooke Shields aveva appena 14 anni durante le riprese), candidato agli Oscar per la Migliore fotografia e ai Saturn Awards come Miglior film d’avventura, Blue Lagoon di fatto vinse solo ai Razzie Awards per la Peggior interpretazione femminile. Questo non gli ha impedito di conquistare il pubblico (con oltre 58 milioni di dollari al botteghino) e imporsi come cult estivo e adolescenziale nella cultura pop degli anni Ottanta.

Altri titoli estivi imperdibili

“Mamma mia”, 2018
“Un mercoledì da Leoni”, 1978
“Point Break”, 1991
“Il sorpasso”, 1962
“Quando la moglie è in vacanza”, 1955
“La piscina”, 1969
“Scandalo al sole”, 1959
“Stand by me – Ricordo di un’estate”, 1986
“Lo squalo”, 1975
“Sapore di mare”, 1982
“Ferie d’agosto”, 1995
“Vicky Cristina Barcelona”, 2018